Bruxelles, il rientro…

Cerchiamo di  fare il punto su questa esperienza, a che è servito andare là? Perché ci hanno invitato? Ora che succede?

Alla fine della giornata di ieri era chiaro a tutti noi, non solo ai transizionisti, ma anche agli altri con cui abbiamo scambiato un po’ di idee, che lo scopo della giornata era molto istituzionale e non c’era una vera intenzione di dialogo. Sono state concesse “ben” 3 domande in tutta la giornata. E son stati 3 colpi di martello, tanto che son bastate a Peter Hall (Harvard University) per scherzarci sopra nel suo intervento del pomeriggio: “…ho visto pubblici più entusiasti rispetto al ruolo che le imprese possono avere in questo processo…”

Del dialogo

Il dialogo però, nella giornata precedente, quella dedicata ai seminari, c’è stato eccome. Peccato non esserci stati, i posti erano esauriti, ma un membro del nostro gruppo ha comunque partecipato (Fr).

Ci siamo inoltre guadagnati la possibilità di fare osservazione sul documento che è in fase di preparazione, non è detto che verranno recepite ovviamente, ma già la possibilità di farlo è di per sè interessante.

Abbiamo inoltre avuto la prova, ancora una volta, di quanto sia utile e intelligente la rete che stiamo creando. Eravamo lì perché qualcuno, già un paio di anni fa ha pensato che Transition fosse un soggetto utile a questo processo. È così che Rosalie (Uk) ha avuto un ruolo nel gruppo di lavoro del Consiglio d’Europa e che ha potuto chiamarci tutti.

Rosalie è giovanissima, vitale, entusiasta, appassionata, profondamente transizionista, è il futuro ed è lì in mezzo all’ingranaggio, queste cose non hanno valore, sono impagabili. Sono il lavorare “con” della Permacultura, la chiave per portare logiche nuove ovunque.

Lavoreremo quindi sul documento e lo condivideremo all’interno della nostra rete. Non è propriamente pubblico, quindi non lo carichiamo qui sul blog, ma stiamo immaginando come “farlo girare”… lasciateci ragionare un secondo.

Dei fatti

C’è comunque da osservare che la somma delle varie tensioni e idee presenti nel Consiglio d’Europa ha già prodotto un documento politico apprezzabile, molto migliorabile sicuramente, ma niente male. Quello che decisamente è assente è la presa di coscienza delle ragioni vere di questa crisi, ma è anche, purtroppo, normale che sia così.

Non solo, questo documento sarà collegato alle nuove logiche degli obiettivi Europa 2020 che vedranno l’innovazione sociale come uno degli elementi focali. Ci saranno fondi appositi e questa potrebbe essere una buona notizia per tutti quelli che lavorano a un cambiamento del paradigma. Potrebbe fare la differenza tra lavorare davvero o trascinarsi faticosamente avanti. Speriamo davvero di riuscire a non sprecarli.

Avere un osservatorio su tutto questo potrà probabilmente metterci in una buona condizione per influenzare un pochino il processo e per godere di parte dei frutti, vedremo…

Delle persone

Ma decisamente, la cosa più bella è stato lo scambio di idee, la possibilità di incrociarsi e scrutarsi, il sentire come ogni nuovo rapporto ha il potenziale rivoluzionario che solo le relazioni umane possono sprigionare. Non le leggi, non i fondi, ma il contatto tra persone disponibili a pensare assieme, aperte, fermamente convinte a tenere a galla la parte migliore del nostro essere esseri umani.

Ho il sospetto che anche il nostro network europeo conoscerà nuove forme di collaborazione molto presto.

Tirando le somme

Sarà che son sveglio dalle 4 di questa mattina e forse ancora un po’ sognante, ma il mio bilancio è estremamente positivo. La macchina Europa è un gigantesco carrozzone, ancora profondamente figlia del mondo come lo abbiamo voluto fino ad oggi, ma può comunque avere un ruolo nel cambiamento. Come sempre, dipende da noi, lo ha dimostrato chiaramente Rosalie, un minuscolo ingranaggio che può fare la differenza.

Lei ci ha aperto uno spiraglio, uno dei mille che si apriranno in questi anni, a noi la responsabilità di coglierne il valore positivo e di ottenere la migliore delle sinergie possibili.

Beh… direi, son contento.

PS: Le foto si rifiutano di uscire dal telefonino, ora prendo un martello e gli spiego due cosette…

6 commenti
  1. Giorgio
    Giorgio says:

    Grande Rosalie. Un Hurrà! per Rosalie e quelle/i come lei.
    Il mio ultimo pensiero di questa sera sarà per lei.
    Grazie Cristiano, riesci sempre a farci intravvedere la luce anche in mezzo al buio pesto ed è quello che ci serve.

    P.S.: Lascia perdere il martello: lavora “con” il telefono…
    :-))

    • Cristiano
      Cristiano says:

      Il saggio Rob dice “qualche volta comunque bisogna anche saper protestare”… beh io lo protesto a martellate…ma piano eh…. 🙂

  2. Tiziano
    Tiziano says:

    Bene, sono contento che siete ritornati soddisfatti.
    Ci vediamo l’11 se mi libero.
    Un saluto
    Tiziano

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  1. […] dalle istituzioni che ci consultano incuriosite (era la situazione al Consiglio d’Europa qualche tempo fa) alle istituzioni che sembrano volerci sostenere in modo convinto: ed è tutto un’altro […]

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