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Videopillole

Se volete cominciare ad approfondire e capire meglio ecco una serie di comode videopillole che vi guideranno alla scoperta di questo vasto esperimento sociale.

Organizza un Transition Day (tDay)

Di cosa si tratta

Un Transition Day è un incontro della durata di una giornata alla scoperta della Transizione, delle sue origini, dei suoi principi e del cammino fatto fino ad oggi da questo movimento. È diviso in 3 momenti:

  • Transition Talk (mattina)
  • Pranzo conviviale
  • Attività che scaturisce dall’esperienza vissuta nella mattinata (pomeriggio)

Cosa serve

Una sala in grado di ospitare comodamente le persone che volete coinvolgere, uno schermo e un videoproiettore, un impianto di amplificazione se la sala è molto grande (o rumorosa).

Quanto tempo serve

Di solito si comincia verso le 9:30 e si finisce entro le 17:00, ma ovviamente si può essere un po’ flessibili. L’importante è capire che si deve partecipare all’intera esperienza, in particolare modo, non è possibile partecipare solo alla parte pomeridiana perché mancherebbero le basi per le attività da sviluppare assieme.

Quanto pubblico serve

La Transizione non usa l’auditel e nella nostra esperienza i piccoli gruppi (fino a 30 persone) hanno maggiori probabilità di mantenere la concentrazione e di riuscire a dialogare e fare tutte le domande che interessano veramente.

Cosa può aiutare

Specialmente se si opera all’interno di una comunità ci sono alcuni accorgimenti che possono rendere l’incontro più coinvolgente.

  • Un ambiente piacevole e accogliente.
  • Una platea con le sedie disposte in cerchio o su più file concentriche (purché un lato resti libero e visibile per lo schermo e la proiezione.
  • Etichette da fornire alle persone del pubblico sulle quali ognuno scrive il proprio nome di battesimo.
  • Un angolo in cui siano a disposizione del pubblico te, caffé, qualche altra bevanda e generi di ristoro come torte, biscotti, stuzzichini (meglio se prodotti tipici locali).

Come funziona

Mattina – Il Transition Talk è una chiacchierata con un moderato coinvolgimento dei partecipanti, serve principalmente a trasferire informazioni e concetti e a sperimentare alcuni aspetti emozionali della Transizione. I contenuti sono intensi e producono un importante impatto emotivo. I presenti sono coinvolti in alcuni semplici giochi ed esperimenti accessibili a tutti e che non richiedono preparazione particolare.

Il talk è diviso in due parti e tra la prima e la seconda è prevista una pausa di 15 minuti.

Obiettivo: spiegare l’attuale situazione di crisi globale, come ci siamo arrivati, quali sono i rischi, quali le opportunità e come questo esperimento chiamato Transizione immagina di modificare la situazione attraverso l’approccio Testa-Cuore-Mani.

Pranzo – Durante il pranzo è naturale cominciare a riflettere e discutere di quanto illustrato nella mattinata, è un momento per cominciare a rielaborare le informazioni, condividere le emozioni, conoscere gli altri presenti, ecc…

Pomeriggio – Ogni gruppo che si forma per partecipare a un Transition Day è diverso e diverse sono le esigenze che scaturiscono dall’esperienza della mattina. Ecco perché quello che si fa nel pomeriggio viene deciso assieme e senza programmarlo prima. Molti gruppi hanno bisogno di fare domande e di approfondire, altri di fare riflessioni e di esprimersi, altri di cominciare a pensare a come passare all’azione. A seconda della situazione si individua il percorso adatto all’attività del pomeriggio.

Obiettivo: elaborare emotivamente i contenuti “difficili”, comprendere meglio i concetti base, condividere paure ed emozioni, analizzare esempi provenienti dalle esperienze reali citate la mattina, conoscere meglio le persone del gruppo.

Suggerimenti per chi organizza

Se state pensando di organizzare un evento di questo tipo siete probabilmente anche voi nella fase in cui volete capire di più di di questa cosa chiamata Transizione. Vi suggeriamo di mantenere sempre questo atteggiamento da esploratori curiosi e di non proporre questo incontro con formule del tipo “…abbiamo finalmente trovato la soluzione…”.

Non è detto che, quando avrete capito meglio come funziona, questa idea vi piaccia ancora. Scoprirete che è probabilmente più sfidante e anomala di quello che appare a un primo sguardo. Rimanere in una posizione di esterna curiosità è un buon modo per avvicinarsi.

Quanto costa

A chi vuole organizzare un Transition Day chiediamo di:
  • coprire i costi vivi degli spostamenti e di eventuale vitto e alloggio se necessario
  • una donazione di 150,00 euro a Transition Italia
  • accordarsi con il facilitatore che realizzerà l’attività per un eventuale compenso

In molti Paesi è abbastanza normale chiedere ai partecipanti di fare un’offerta libera (o anche predefinita) per aiutare gli organizzatori a finanziare gli incontri. In Italia questo è meno facile (anche se forse dovremmo fare un passo avanti sotto questo profilo). È comunque molto importante che chiunque possa avere accesso all’incontro e che un eventuale “biglietto di ingresso” venga gestito con saggezza, applicando il massimo grado di solidarietà verso tutti.