Tifone Haiyan. Lettera aperta a Naderev Saño

Da “Transition Culture”. Traduzione di MR

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Naderev Saño è a capo della delegazione filippina alla conferenza dell’ONU sul clima e ha fatto un discorso emozionante ai negoziati sul clima COP 19, che sono attualmente in corso a Varsavia, ed è attualmente in sciopero della fame fino alla fine dei negoziati.  Continua a leggere

Io faccio così

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Quando Transition Italia era ancora solo un’idea e avevamo deciso di andare a da Jacopo per parlarne un po’ il primo giornalista a farsi vivo, direi proprio prima che ci fosse anche solo una traccia di possibile notizia, è stato Daniel. “Io vorrei esserci” mi ha detto, “questa cosa che state facendo va raccontata”.

E infatti c’era, e da lì in avanti c’è stato sempre. Infatti leggere il suo libro “Io faccio così” è stato come scorrere il diario di questi ultimi 5 anni e incontrare di nuovo tante delle persone che ho conosciuto, con cui abbiamo collaborato e condiviso tratti di avventura, scoperte, successi e delusioni (in realtà queste ultime sono davvero poche).

Attraverso il suo viaggio in camper nell’Italia che cambia Daniel ha costruito una specie di enciclopedia dei tentativi in corso che penso possa rappresentare una vera sorpresa per un grande pubblico di persone che sono lontane da tutte queste esperienze. Magari non ne sanno nulla, non ne hanno mai avuto notizia e non immaginano la biodiversità e la fertilità di questo complesso movimento di sperimentatori.

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tTraining: com’è andata a S. Lazzaro

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Già osservando l’elenco degli iscritti si sapeva che questo training di S. Lazzaro (Bo) sarebbe stato un po’ speciale, la maggior parte dei presenti erano già attivi in gruppi guida o in attività di Transizione attorno a Bologna, il che ha cambiato un po’ la storia di queste due giornate.

Prima di tutto grandissimo grazie a Glauco, Silvano, Beppe e a tutti i ragazzi di S. Lazzaro in Transizione (e agli scout) che ci hanno accolti, coccolati, accuditi, nutriti, caffeinizzati, sopportati e supportati con un’organizzazione perfetta. Un abbraccio a tutti voi (e ora pensiamo a smaltire le caloria accumulate a forza di torte…)

Un grazie e un abbraccio a tutti i partecipanti da me, Ellen e “lo stagista Giorgini” per l’intensità della vostra partecipazione, la dedizione e la disponibilità a mettervi in gioco senza barriere e paure. Come sempre siete tutti invitati a utilizzare i commenti a questo post per lasciare pensieri, idee, considerazioni e tutto ciò che volete a chi legge il blog.

Consentitemi un abbraccio speciale a Giuseppe, che se ne torna apparentemente solo a Cava dei Tirreni. È una persona intensa, sincera e determinata, la sua purezza mi ha dato grande forza e di questo lo ringrazio. Vorrei che sapesse che noi tutti ci siamo anche se è lontano. “Vorrei tirare la Transizione un po’ più a sud” ci ha detto il primo giorno durante le presentazioni di apertura. Beh… tu tira che noi spingiamo, e vedrai che qualcosa succede.

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Adele, Beppe & la Transizione

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Tanto è stato detto e scritto sul conflitto tra la senatrice Adele Gambaro e Beppe Grillo all’interno del Movimento Cinque Stelle e in genere su questo blog non facciamo riflessioni  su vicende politiche. Ma questa volta è diverso e c’è qualcosa che vuole essere raccontato in quanto la storia del Movimento di Transizione a un certo punto ha intrecciato entrambi – Adele e Beppe. Vorrei chiamarli con il proprio nome di battesimo per onorarli come esseri umani in quanto tali e non per ruolo o appartenenza.

Adele, prima di essere stata chiamata alla sua candidatura politica all’interno del M5S, ha fatto il suo percorso nel mondo delle Transition Town, attiva a Bologna e anche nel gruppo nazionale. E, soprattutto, ha partecipato a diverse iniziative di formazione che proponiamo – dal Transition Training, passando dal seminario di Dragon Dreaming fino al workshop di ecologia profonda WTR (“Lavoro che Riconnette”). Dico questo, perché sono esperienze che cambiano anche il proprio modo di percepire e agire la realtà.

Beppe, invece, lo avevo conosciuto 2 anni fa quando sono andata a trovarlo a casa sua insieme ai blogger Stoneleigh (Nicole Foss) e Ilargi di The Automatic Earth e me lo ricordo come un incontro molto simpatico e gradevole. Vedi anche l’articolo scritto quasi un anno dopo, in periodo elettorale, da Ilargi. La mia percezione è stata quella di un uomo sicuramente dalla mente molto vivace e di grande carisma – ma mi colpì altrettanto la sua grande difficoltà ad ascoltare ed andare in profondità alle questioni. I due blogger sono degli analisti di scenari globali a livello finanziario e sociale molto seguiti e lui non fece una sola domanda, ma si perse nel proprio monologo da palcoscenico, quasi fosse schiavo di una parte da recitare sempre e comunque. Il tutto mi fece molto riflettere già allora. Era il tempo in cui correvano voci che Beppe si stesse interessando alla Transizione e infatti, in quell’occasione, gli regalai il Manuale della Transizione di Rob Hopkins contenta della sua disponibilità di voler approfondire. Certo, ora mi chiedo anche: chissà se l’avrà mai letto …  Continua a leggere

Con i piedi per terra (un video)

Tra i finalisti del concorso di Servizio Pubblico per aspiranti documentaristi e videomaker vi segnalo questo lavoro sui giovani agricoltori, “Con i Piedi per Terra” di Valentina Parasecolo.

Visto che spesso capita di cercare idee su materiale made in Italy da proiettare, se il tema è quello della resilienza alimentare, produzione di cibo… e lavoro, questo fa per voi!

http://www.serviziopubblico.it/2013/05/22/news/con_i_piedi_per_terra.html?cat_id=33

(scusate se non so usare la funzioncina per fare l’embedding)

 

 

Bando Dragon Dreaming: ecco il progetto premiato!

Ci abbiamo messo il nostro tempo, ma finalmente eccolo – il premio incoraggiamento che Transition Italia ha messo a disposizione per un bel esempio di progetto con il Dragon Dreaming va a …… IL SOGNO DELLE GINESTRE!

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Il progetto è stato presentato da Roberto Manzone,  partecipante al corso con John Croft del 20-30 luglio 2012, e Michela Campani.

E’ un progetto sul vivere insieme, un seme per un futuro ecovillaggio in Umbria. Il materiale che ha inviato Roberto è stato davvero consistente e gli abbiamo chiesto di raccontare il progetto da lui proposto e facilitato con necessaria sintesi. Quello che ci è piaciuto particolarmente è stato anche la valenza didattica per chi ha partecipato. Si tratta di un progetto ad ampio respiro i cui risultati non li vedremo magari subito, ma come nell’approccio della transizione, ci interessa in particolare il percorso e il processo. Ecco qui di seguito la sintesi di Roberto al quale auguriamo di cuore un buon proseguo … e di farci sapere ! Auspichiamo che con questo esempio sempre più persone “in transizione” si sperimentino in progetti collettivi fatti con il Dragon Dreaming (per chi deve rinfrescarsi la memoria ecco un documento introduttivo ). Naturalmente un grazie e in bocca al lupo anche agli altri progetti candidati ! Continua a leggere

Orti urbani a Los Angeles

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Questo TED talk va per la maggiore nel circuito internazionale dei transizionisti, ce lo stiamo rimbalzando da giorni. È ancora senza sottotitoli in italiano e l’americano di Ron Finley forse non è così facile da capire, ma spero se lo possano godere comunque in tanti.

Anche se non amo l’idea della “sfida”, in certi contesti è probabilmente inevitabile, e questa è semplicemente irresistibile. Buona visione.

Aggiornamento: versione con sottotitoli in italiano.

Quanto sono larghe le tue spalle?

Salve a tutte/i, credo che questo post di Rob Hopkins sia particolarmente significativo ed importante. Forse in Italia quello di cui si parla qui non è ancora accaduto o è accaduto in forme ancora leggere. Ragione in più per farsi le ‘spalle larghe’ sin da ora. Buona lettura.

Quanto sono larghe le tue spalle? Monbiot, Mann, McKibben, vari Transizionisti ed altri ancora su cosa fare quando la vostra Iniziativa di Transizione è sotto attacco.

Da “Transition Culture”. Traduzione di MR

Quando i gruppi di Transizione vanno in profondità col proprio lavoro e cominciano ad avere un impatto tangibile, forse è inevitabile che coloro che non sono d’accordo esprimano le loro opinioni con vigore. Durante gli ultimi mesi è stata anche la mia esperienza personale di trovarmi in questa posizione a Totnes e devo dire che non è stato particolarmente piacevole. Alla fine le cose sembrano essersi calmate e quindi quello che mi piacerebbe fare in questo post, con l’aiuto di qualche nome che potreste conoscere e che ha avuto molta più esperienza di me su questo tipo di cose, è di provare a tirar fuori da tutto questo un qualche insegnamento.

Il vostro gruppo di Transizione potrebbe aver vissuto qualcosa di simile, o potrebbe viverlo in futuro, quindi spero che troviate questa conversazione utile. E’ una cosa della quale non ho visto parlare granché altrove. Lo scorso anno, ho partecipato alla Conferenza del Giorno dell’Indipendenza a Frome. Gruppi da tutto il Regno Unito si sono riuniti per condividere le proprie esperienze per cercare di fermare sviluppo indesiderato, nuovi supermercati, la clonazione delle proprie vie principali e così via. C’è stata un’utile condivisione di idee, ispirazione ed esperienze, ma quello che mi ha sorpreso è stato che praticamente tutti hanno vissuto una reazione da un gruppo locale che dichiara di rappresentare la “maggioranza silenziosa” della comunità. In alcuni casi è stata una cosa relativamente civile, in altri è stata un’esperienza orribile. Quindi qual è il miglior modo di far fronte ad attacchi del genere?


Naturalmente potrei solo dire, come hanno fatto alcune persone alle quali ho parlato quando stavo vivendo questo, che tutto ciò di cui hai bisogno in una situazione tale è di farsi le “spalle larghe” e continuare, che è in linea con le cose. Tuttavia un tale approccio, anche se possibile, ignora gli effetti che tali cose hanno realmente su di noi e, ignorare quegli impatti può portare a esaurimento e stress. La mia esperienza è stata certamente così, la mie spalle non erano così larghe quanto avrei potuto pensare e questo a volte, quando ci si trova dalla parte di chi riceve una cosa del genere, può essere un vissuto di solitudine e isolamento che può anche portarti a mettere in dubbio ciò che fai. Non è una buona situazione in cui trovarsi e non la augurerei a nessuno. Continua a leggere

Biellese in Transizione ….un video

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In un breve video sono state raccolte una serie di testimonianze su “per me la transizione è …”  espresse da alcuni degli facilitatori di Biellese in Transizione.  Tutti gli altri si sentono chiaramente in sottofondo (ooops!) – impegnati nella parte godereccia (cioè stanno mangiando e chiacchierando animatamente) dell’open evening (appuntamento mensile che da la possibilità agli “agenti di cambiamento” del territorio biellese di conoscersi e fare networking – e facilitare così la nascita di iniziative di transizione locali e realizzare sogni collettivi). Grazie Filippo per il video !

“L’economia del dono esiste”

“L’economia del dono esiste. Va avanti indipendentemente dalle partite doppie dare-avere, dai pareggi di bilancio e dagli investimenti a lungo termine. L’economia del dono non è solamente quella estrema che dà vita ad altra vita, come un cuore tolto ad uno che se n’è andato per una morte violenta. È anche il dono del tempo libero, ad esempio. Quest’economia del dono già regge questo paese. In tempi di crisi aggravata (anche se non siamo ancora messi male come la Grecia) se la cavano meglio quelli che hanno praticato l ’economia del dono: è lo scambio gratuito fra quelli che sono allenati alla fraternità. È la migliore tecnica di sopravvivenza. La fraternità, insomma, non è una virtù della morale, è un sistema di convivenza in momenti difficili.”

Erri De Luca – tratto da qui 

(grazie Cristina di Ferrara in Transizione per la segnalazione)

La Transizione nel Nord e nel Sud del Mondo

Salve a tutte/i,
ancora refusi da Venezia ed ancora da parte di Rob Hopkins. Da amante antico dell’America Latina e dei suoi mille popoli dalla profonda saggezza, non potevo mancare di proporvi questa intervista. Credo che ci troverete diversi spunti di riflessione su come le nostre azioni siano profondamente legate ad ogni cosa che succede in questo pianeta. Inoltre troverete alcuni elementi di quello che viene chiamato il Buen Vivir, che un po’ il concetto di Transizione nato ed adattato alle peculiarità di quelle terre e culture.

Buona lettura. Continua a leggere

La Transizione a Venezia 2012 – video

Ecco i video tratti dalla Conferenza Internazionale di Venezia 2012 in cui nello specifico si parla del Movimento delle Transition Towns.

Questa la videoripresa della conferenza di apertura del 19 settembre in cui Rob Hopkins parla dal 1:48:20

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Mentre il video della tavola rotonda delle associazioni italiane impegnate nel cambiamento della plenaria di sabato 22 alle 19.30 lo trovate tra tutti i video visibili a questo link. Si parla dell’approccio TT in Italia a partire dal 25:45 (in poco più di 5 minuti).

Da vedere anche la conferenza sugli scenari (Venerdì 21 Settembre 2012 – 17.15 – 19.30 – Focus Discussion – Afternoon Plenary)  in cui oltre a Luca Mercalli e Ugo Bardi, parla anche Erik Assadourian del World Watch Institute.

Buona visione !

Da Venezia a Ferrara, accolto da una banda!

Di Rob Hopkins

La giornata di domenica è iniziata andando ad incontrare circa 25 membri di Transition Italia e di diverse iniziative italiane all’imbarcadero vicino al centro di Venezia. Lì siamo saliti su un traghetto, noleggiato per portarci tutti a Ferrara. Il traghetto si chiama ‘Nena’, un vaporetto originale veneziano, proprio come quelli usati quotidianamente per trasportare passeggeri e merci per le vie d’acqua più strette. Appartiene ad una famiglia che l’ha amorevolmente restaurato, e che ci ha accolto a bordo. Davvero una bella barca. Cominciata prestissimo, alla fine questa è stata una delle giornate “di Transizione” più belle che io abbia mai avuto la fortuna di vivere.

Una volta sistematici a bordo, ci siamo presentati ed abbiamo passato le successive otto ore, ora più ora meno, a parlare, mangiare, condividere storie e attraversare parti del Paese tanto belle quanto, purtroppo, trascurate.

Ellen Bermann, di Transition Italia, si presenta.

Per prima cosa ci siamo allontanati da Venezia, passando accanto ad isole grandi e piccole, mentre i suoi straordinari palazzi diventavano sempre più piccoli al nostro addentrarci nella laguna. Questo mi ha dato, molto di più del tempo passato a camminare per la città, una vera percezione di quanto questo gioiello di città sia vulnerabile all’aumento del livello del mare. Oggigiorno, durante l’inverno la città finisce spesso sott’acqua per circa un metro, il che è il motivo per il quale il piano terra di molti edifici viene lasciato vuoto… e sovente senza intonaco.

Allontanarsi per mare da Venezia e vederla appoggiata lì, rivelata nel suo essere poco più di un arcipelago di minuscole isole posate al pelo dell’acqua, dava un senso di vulnerabilità davvero impressionante.

Il viaggio è proseguito fino a raggiungere il fiume Po. Il Po è il fiume più lungo d’Italia, che scorre dalle sue sorgenti sulle Alpi Cozie fino al mare Adriatico. Nel punto più largo misura 503 metri. Attraversa Torino, Piacenza e Ferrara ed è utilizzabile per arrivare via fiume fino a Milano, passando una serie di complessi canali chiamati ‘navigli’, progettati da Leonardo da Vinci (grazie Wikipedia).

Il Po è un fiume molto celebrato nella cultura italiana, per esempio in libri classici come la trilogia “Il Mulino sul Po” di Riccardo Bacchelli, ed è stato molto importante storicamente come via commerciale, ma ora, con gran parte dei beni trasportati nel paese via terra, non assolve più a funzioni pratiche. Non viene nemmeno visitato dai turisti.  Davvero un peccato, perché è un fiume bello e molto ampio.

Abbiamo viaggiato lungo il Po e ci siamo fermati per una camminata in un posto, dove ci hanno raccontato la storia di un’isola che un gruppo di intellettuali ha dichiarato, negli anni 50, Repubblica indipendente, stampando i propri passaporti, la propria moneta e così via. Apparentemente questo avveniva spesso all’epoca ed il proprietario dell’imbarcazione ci ha mostrato una rivista che conteneva anche immagini della loro moneta (vedi sotto).

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