Stampa “The essental guide to doing Transition” in italiano

Salve a tutti, il nuovo anno ci porta un altro bellissimo progetto. E’ una piccola grande novità: rappresenta il primo progetto editoriale che coinvolge direttamente Transition Italia.

Siamo partiti da un fatto: Transition Network nei mesi scorsi ha pubblicato una nuova guida per progetti di Transizione, si chiama “The Essential Guide to Doing Transition”. E’ un agile guida di 64 pagine , scritta naturalmente in inglese, che con molta semplicità, energia ed entusiasmo ispira nuove iniziative di transizione.  Qui potete trovare la versione inglese disponibile on-line. Ci rivolgiamo a tutti coloro che, come singoli o partecipando ad iniziative locali di transizione, sono interessati a diffondere le idee e le energie del movimento delle transition Town.

Il testo lo abbiamo già tradotto, tramite Transition Network verrà impaginato e saremo pronti per effettuare la stampa digitale per produrre all’incirca un migliaio di copie. Nella versione italiana il fascicolo verrà integrato da alcune pagine per raccontare le “meraviglie della via italiana alla Transizione” (interviste, racconti di tTraining, resoconto delle Transition Fest 2013 e 2015, link e video italiani, ecc.). Su questa estensione siamo disponibili a ricevere idee e proposte.

Inoltre dopo la pubblicazione cartacea prevediamo comunque di rendere disponibile sul sito di Transition Italia una versione pdf, scaricabile gratuitamente.

Come è possibile collaborare ?

Cerchiamo persone  e gruppi che vogliono partecipare attivamente alla realizzazione di questo progetto. Per avviare il progetto editoriale abbiamo calcolato che è necessario raccogliere almeno 2400 Euro. Tale somma andrà a coprire i primi costi di traduzione, di stampa, e di spedizione. Quello che vi proponiamo è un semplicissimo crowdfunding interno tra i soci di Transition Italia.

Individualmente, o come gruppo locale si potrà prenotare uno o più pacchi (ciascun pacco conterrà 15 copie della guida), a fronte di un contributo di 95 Euro (costo effettivo della singola copia 6,35 euro circa). In tale somma è prevista anche la quota di iscrizione a Transition Italia per l’anno 2017 della persona che effettua la richiesta. Il fascicolo non avrà stampato un prezzo di copertina, e non potrà essere venduto in senso stretto. Potrà essere distribuito a soci ed amici a seguito di una piccola donazione a favore del proprio gruppo, suggerita in Euro 10. Quindi si raggiungerà anche un altro risultato. Diventerà un modo per sostenere e finanziare i progetti e le attività del gruppo locale.  Ma, chi lo vorrà, potrà farlo diventare un regalo o un efficacie strumento di presentazione ufficiale delle idee e dei progetti di Transizione.

Impegno e prenotazione stampe

E’ molto semplice. Basta compilare un form online 

Ricorda che compilandolo prendi un impegno importante. Infatti se entro metà marzo raggiungeremo il target di almeno 24 pacchi prenotati, sarai ricontattato per avere le istruzioni definitive per come effettuare il versamento anticipato sul conto corrente di Transition Italia. Tale somma da un punto di vista amministrativo verrà considerata come una donazione liberale a Transition Italia per sostenere la realizzazione del progetto editoriale. Se tutto procede bene, e lo speriamo vivamente, entro Aprile 2017 riceverai a casa il materiale prenotato.

Se invece non raggiungeremo l’obiettivo ti comunicheremo lo stop del progetto, e quindi non sarai impegnato a versare nessuna somma.

Se prima di compilare il FORM hai dubbi o necessità di chiarimenti puoi scrivere una mail a noi:

deborah.rimmoiso@gmail.com, giovanni.santandrea@gma.com


Grazie per quello che potrete fare. Un caro saluto a tutti da parte di Deborah e Giovanni che in questo momento coordinano il progetto editoriale per conto del Consiglio di Transition Italia.

Viaggio nella transizione interiore (a Vicenza)

Questo workshop di 2 giorni esplora la dimensione interiore del cambiamento verso il futuro che vogliamo. Se fai parte di un progetto, gruppo o iniziativa che sta creando il cambiamento verso un futuro più sostenibile, resiliente, felice e inclusivo e desideri un po’ di tempo per guardare alla parte interiore del processo, questo workshop potrebbe essere l’occasione giusta per te.

Andremo ad esplorare tematiche come:

  • Cosa succede nella nostra sfera individuale e collettiva interiore e come comprendere il ruolo delle emozioni in un mondo in rapido cambiamento?
  • Come si può conciliare la consapevolezza e il processo interiore con azioni pratiche per rendere il progetto o il movimento maggiormente efficace?
  • Perché in molti movimenti per il cambiamento le persone finiscono per esaurirsi (burnout) e come possiamo prevenirlo?
  • Come possiamo costruire reti di mutuo supporto in questi tempi di grandi cambiamenti?
  • Quali sono i prossimi passi per fare meglio e diversamente?

Il workshop prevede un’ampia varietà di attività – insegnamenti frontali, lavoro esperienziale, condivisioni e discussioni tra partecipanti, diverse strutture che coinvolgono la mente, il corpo, le emozioni e invitano a connettersi con la saggezza e le possibilità.

Quando: sabato 19 e domenica 20 Novembre 2016.

Dove: presso l’Agriturismo Il Maggiociondolo che è situato sull’altopiano del Tretto in Contrà Proveste, 1, nei pressi della frazione di S. Rocco di Tretto, in comune di Schio (Vicenza).

Orari: Accoglienza partecipanti dalle ore 9.00 di sabato e inizio workshop alle ore 10.00. Termine del workshop alle ore 17.30 di domenica.

Lingua: italiano

Organizzazione:  Il corso è organizzato da Santorso in Transizione con il patrocinio di RIVE – Rete Italiana Villaggi Ecologici.

Costo: proponiamo di sperimentare un modello ibrido includendo l’economia del dono. Chiediamo una quota base di Euro 65 a ogni partecipante (su un valore del corso che abbiamo identificato in Euro 130). Alla fine del corso i partecipanti possono integrare la quota con una donazione.

Per iscriverti al corso compila https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfOWEaLjXJ89zy9MOEwbeed-zvEw2eJBh41r1t-i5mGFyab0A/viewform?embedded=true“>questo modulo di iscrizione.

Per frequentare il corso è inoltre necessario essere soci, nel 2016, di Santorso in Transizione o di RIVE. La tessera di Santorso in Transizione richiede un contributo di 5 €, che sarà possibile versare all’inizio del corso per i non ancora associati nel 2016. Per chi invece voglia associarsi alla RIVE, ecco come fare.

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La facilitatrice:

Ellen Bermann: Ellen da anni si interessa e lavora sul cambiamento e ha co-fondato l’hub Transition Italia nel 2008. Da un’iniziale passione per la permacultura (che tuttora studia e pratica) è arrivata alle Transition Towns, apprezzando gli strumenti di innovazione sociale. Oltre a facilitare processi e formare a sua volta facilitatori per il cambiamento, sta man mano approfondendo e integrando aspetti e strumenti complementari come la Transizione Interiore, il “Lavoro che Riconnette” (Joanna Macy), Dragon Dreaming (John Croft), ecc. Da qualche anno si è trasferita con la sua famiglia nel Biellese, dove ha ri-abitato una vecchia cascina in montagna ubicata in un luogo magico di cui è custode e sta trasformando in centro olistico permaculturale di rigenerazione e di connessione chiamato Eden Sangha.

Come ci organizziamo?

Saremo ospiti all’Agriturismo Il Maggiociondolo, adagiato sulle pendici delle Prealpi vicentine, ad un’altitudine di 700 metri, nel cuore del verdeggiante altopiano del Tretto, a pochi passi dall’ecovillaggio in costruzione Corte del Vento.

Pasti: I pasti saranno vegetariani/vegani con un contributo richiesto di 24 € a persona per i 3 pasti (due pranzi e una cena) e le merende. Se vorrai aggiungere qualcosa di buono per le pause o i pasti, ne saremo tutti deliziati!

Dormire: Consigliamo vivamente di pernottare presso l’agriturismo, non solo perché è l’occasione di stare in un posto bellissimo, ma anche perché non tornare a casa per la notte rende più intensa l’esperienza. Per le prime dieci persone che si prenotano al Maggiociondolo abbiamo una tariffa super agevolata di 20 € e di 30 € dalla undicesima persona in poi (invece dei 50 € da listino). In alternativa potete pernottare presso delle abitazioni private di amici che stanno a qualche centinaio di metri dall’agriturismo, con un contributo di 10 € a notte.

Raggiungerci: Per le indicazioni stradali o con mezzi pubblici segui le indicazioni date dal sito del Maggiociondolo.

Viaggiare insieme è più bello e rispettoso dell’ambiente: non appena il corso sarà confermato metteremo in contatto i partecipanti in modo che possano organizzare un viaggio condiviso quando possibile.

Abbigliamento e accessori: Consigliamo abbigliamento comodo e informale. Potrebbero essere utili delle leggere scarpe da trekking per qualche breve passeggiata.

Per informazioni: giulio_pc@yahoo.it, tel.3405784029

Da vedere o leggere:

https://transitionitalia.wordpress.com/2015/04/23/6-innovazioni-della-transizione-interiore-che-hanno-cambiato-la-mia-vita/

Transition Training a Firenze (Isolotto)

Apriamo ufficialmente le iscrizione al Transition Training che si terrà a Firenze il 26 e  27 novembre 2016. Per iscriverti compila il form di registrazione che troverai in fondo.

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MA… cos’è un Transition Training e a cosa serve?

È un corso di 2 giorni intensi ed emozionanti in cui verrà fornita una “cassetta degli attrezzi” utile a chiunque voglia far partire un’iniziativa di Transizione nella sua comunità o sia impegnato nel cambiamento.

 

I facilitatori di questo training sono Giulio Pesenti Campagnoni e Deborah Rim Moiso

 

Quando: Sabato 26 e Domenica 27 novembre 2016

Dove: Punto Lettura Luciano Gori. Via degli Abeti, Firenze – Isolotto.

Orari: Accoglienza partecipanti dalle ore 9.00 di sabato e inizio workshop alle ore 10.00. Termine del workshop alle ore 17.30 di domenica.

Quanto: per coprire le spese di organizzazione e il lavoro dei formatori chiediamo dai 120 ai 70 Euro a persona, in base alla responsabilità e alla situazione personale, + 10 euro di iscrizione obbligatoria a Transition Italia.

 

Mangiare

Per il pranzo del sabato ci affidiamo alle capacità culinarie dei partecipanti: quando ognuno porta qualcosa ci si ritrova sempre con grande abbondanza e momenti di goduta sazietà.

Per il pranzo della domenica, invece, ci serviremo di un catering al costo di 12 euro a testa.

 

Raggiungere Firenze

Firenze è facilmente raggiungibile sia in macchina che in treno.

Viaggiare insieme è più bello e rispettoso dell’ambiente, quindi non appena il training risulterà confermato metteremo in contatto i partecipanti in modo che possiate organizzare tra voi un viaggio condiviso quando è possibile.

 

Abbigliamento e accessori

Ai partecipanti consigliamo abbigliamento comodo e informale, ricordatevi di portare il vostro Transition Kit (il vostro piatto, posate e bicchiere preferito).

 

Iscrizione

Compila on-line la form di iscrizione e attendi nostre istruzioni. Non disperare se non arriva immediatamente una mail di conferma, che in genere tendiamo a dare insieme alla conferma del corso non appena avrà raggiunto un minimo di iscrizioni (12-14)

Le iscrizioni saranno considerate in ordine di arrivo e verrà creata una lista di attesa in caso le richieste superino i posti disponibili. Nel limite del possibile, terremo aggiornata questa pagina con la situazione iscrizioni.

Gli iscritti a precedenti  liste d’attesa avranno la precedenza sui nuovi iscritti.

Per informazioni: giulio_pc@yahoo.it, tel.3405784029

Da vedere o leggerehttp://transitionitalia.it/le-nostre-attivita/transition-training/

AMATRICE ReGeneration – Formazione e co-progettazione

Incontro di formazione e co-progettazione sulla gestione dell’emergenza che aderisce a AMATRICE 2.0 – Il sole dopo la tempesta e in collaborazione con Transition Italia e Panta Rei.

18-19-20 Novembre 2016 – Panta Rei – Passignano sul Trasimeno (PG)

Tre giorni di formazione in metodologie e strumenti per interventi di sostegno psico-sociale e cura del territorio.

Metodologie e strumenti: Teatro dell’oppresso / teatro sociale – Prendersi cura delle persone, degli edifici e del territorio.

Formazione esperienziale. L’incontro è residenziale, sarà possibile pernottare presso il Centro Panta Rei.

Contributo: 60€/persona per la formazione + 100€ per vitto e alloggio.

Disponibili 20 posti gratuiti per chi proviene da Amatrice e altri Comuni colpiti dal sisma.

21-22 Novembre 2016 – Panta Rei – Passignano sul Trasimeno (PG)

Due giorni di co-progettazione –  Incontro in Open Space – Con quali progetti possiamo sostenere le comunità locali nel territorio colpito dal sisma? –

Metodologie e strumenti: Gestione di gruppi / Open Space Technology

Formazione esperienziale. L’incontro è residenziale, sarà possibile pernottare presso il centro Panta Rei.

Contributo: 40€/persona per la formazione + 50€ per vitto e alloggio.

Disponibili 20 posti gratuiti per chi proviene da Amatrice e altri Comuni colpiti dal sisma.

I costi proposti servono a coprire il lavoro dei formatori, l’organizzazione dell’evento e le spese, non vogliono essere una barriera alla partecipazione, se avete esigenze diverse contattateci.

 

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Perché Amatrice 2.0?

La difficoltà più grande nella gestione di un’emergenza come quella del terremoto che ha colpito il centro Italia nell’estate 2016 è preservare il tessuto sociale e relazionale delle comunità locali.

Nella relazione e nell’incontro troviamo risorse per elaborare le ferite, attivare le energie esistenti e mettere in atto progetti pratici per il futuro del territorio.

Nel 2009, dopo il terremoto dell’Aquila, Transition Italia ha formato operatori in metodologie di partecipazione e gestione di gruppo, come il World Café e l’Open Space Technology, offrendo un contributo al lavoro delle associazioni locali nel ricostruire il tessuto sociale.

Dopo il terremoto in Nepal in Aprile 2015, oltre 20.000 persone hanno partecipato in progetti di sostegno psico-sociale con gli strumenti del Teatro dell’Oppresso. Il coordinatore del programma, Gopal Aryal, collabora con Amatrice 2.0 e porterà la sua esperienza all’incontro (dal vivo o in collegamento remoto).

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Nel 2016, la cooperativa RESEDA, insieme all’Istituto Italiano di Permacultura, a Transition Italia e a una rete di altri partner, promuove Amatrice 2.0, un progetto basato sull’idea che la ricostruzione debba passare attraverso processi partecipati e dal basso.

Perché a Panta Rei?

 

In questo contesto, dal 18 al 22 Novembre offriamo uno spazio di incontro a Panta Rei, Passignano sul Trasimeno (Perugia), Centro di Educazione Ambientale costruito in Bioedilizia sulle colline ai margini dell’Appennino.

Ci allontaniamo per qualche giorno dall’emergenza, creando un contesto in cui possiamo osservare da fuori gli eventi in corso, gli interrogativi che ci accomunano ed acquisire nuovi strumenti per affrontare questa sfida.

A chi è rivolto l’incontro?

 

Operatori e volontari che stanno partecipando o intendono partecipare ad interventi nella zona. Rappresentanti di pubbliche amministrazioni, organizzazioni, associazioni, gruppi, e singole persone interessate a riflettere insieme su transizione, partecipazione e comunità nel contesto della ricostruzione.

Chi ci sarà?

amatrice-1Saremo un gruppo interdisciplinare: professionalità diverse, generazioni diverse, persone provenienti dalle zone colpite dal sisma e da altre parti d’Italia e del mondo, operatori dell’emergenza, architetti, formatori, giovani, insegnanti, amministratori, innovatori sociali….

Ospiteremo, dal vivo e in collegamento remoto, interventi dal Nepal, dall’Aquila e dalla Nuova Zelanda con storie di come interventi sociali, culturali e artistici possono sostenere la cittadinanza nella rinascita di territori colpiti da disastri naturali.

Cosa faremo?

Il 18-19-20 Novembre saranno giornate dedicate alla formazione professionale:

  • Teatro immagine, teatro sociale e gioco;
  • Prendersi cura delle persone, degli edifici e del territorio.
  • Racconti di esperienze e progetti.

Il 21-22 Novembre apriremo uno spazio di confronto (in modalità Open Space) in cui esplorare progetti in corso o proposte da portare concretamente nel territorio nei mesi che verranno. Sarà un’occasione di utilizzare l’Open Space in pratica e di formarsi sull’uso di uno dei principali strumenti di progettazione partecipata.

Come partecipare: è possibile iscriversi a uno o entrambi i moduli. Comunicate il vostro interesse sul modulo di iscrizione online goo.gl/forms/A0eiz1AfGUwS54V83 o contattandoci direttamente

Contatti:

Deborah 3474000174   deborah.rimmoiso@gmail.com

Uri 334 2834302   urinoymeir@gmail.com

Modulo di iscrizione: goo.gl/forms/A0eiz1AfGUwS54V83

* Cos’é il teatro dell’oppresso/il teatro immagine?

Un metodo che usa il teatro come linguaggio, mezzo di conoscenza e strumento di trasformazione della realtà interiore, relazionale e sociale. Il Teatro immagine crea sculture corporee e dinamizzazioni per allenarci ad osservare, interpretare ed esplorare linguaggi analogici.

* Cos’è l’Open Space Technology?

Durante un evento in Open Space, ogni partecipante può proporre un tema di discussione e creare un tavolo di lavoro. Basato su principi di libertà e responsabilità, è un metodo di lavoro che invita alla creatività e permette di accedere al genio collettivo.

Intervista a Rob Hopkins per Vivere Sostenibile di Ottobre

A cura di Deborah Rim Moiso e Giovanni Santandrea, Transition Italia – Luglio 2016

Rob, ci  piacerebbe cominciare questa intervista celebrando la storia della Transizione e la rapidità con cui le idee si sono sparse nel mondo … il Movimento di Transizione ha una storia che comincia 10 anni fa: oggi ci sono più di 20 hub nazionali, e migliaia di iniziative locali di transizione o ispirate alle stesse idee. Se torniamo indietro con i ricordi al 2006, avresti potuto immaginare una diffusione così rapida delle idee della Transizione? Quali fattori diresti che hanno contribuito al successo e alla rapidità di evoluzione del movimento in tempi relativamente brevi?
robA volte le persone immaginano che nel momento in cui abbiamo creato TN (Transition Network) avessimo già un piano preciso e accurato di come si sarebbe potuto diffondere successivamente. Ma non è stato affatto così! Quando abbiamo cominciato a Totnes, non pensavamo che la cosa avrebbe avuto un richiamo qui, figuratevi da altre parti. Abbiamo tenuto il “Grande Lancio” nel 2006, e già in quell’occasione parteciparono altre persone residenti in altri luoghi. Questo succedeva prima della pubblicazione del Manuale, prima della fondazione di TN. Ci hanno stupito dicendoci: “Vogliamo fare la stessa cosa che state facendo qui anche dove viviamo noi”. Nel 2008, quando ho scritto il Manuale, abbiamo fatto una scommessa su quante copie sarebbero state vendute. Io allora dissi al massimo duemila. Alla fine ne ha vendute più di ventisettemila. Insomma, ho perso la scommessa!

Da cosa avete preso ispirazione per i vostri primi passi ?
All’inizio abbiamo progettato, molto e deliberatamente. Eravamo ispirati dal libro di Fritjof Capra “La Rete della Vita”, in particolar modo dall’idea che i sistemi ecologici si auto-organizzano.
Eravamo anche ispirati dal modello di cooperazione in rete attraverso gli strumenti Wiki, che in quel momento andavano molto di moda. Nel 2007 abbiamo creato un libricino: “Chi siamo e cosa facciamo”, in cui abbiamo provato a delineare come noi immaginavamo un processo di cambiamento che avrebbe potuto funzionare.
L’intuizione che avevamo e che volevamo esprimere riguardava proprio l’evitare la necessità di  creare un’organizzazione per “gestire” la transizione. Ci sembrava più interessante ed utile creare un’organizzazione che sostenesse la crescita auto-organizzata della transizione.

Quindi un’organizzazione del tutto differente dai movimenti esistenti ?
Sì, certo. Per fare questo era chiaro che la nostra organizzazione avrebbe dovuto prevalentemente avere il ruolo di non trattenere centralmente nessun tipo di potere di controllo su quanto si sarebbe sviluppato nel movimento. Parlavamo della membrana cellulare, di come dentro le cellule i vari elementi possano interagire, crescere, espandersi, la membrana è li per dare un’identità, ma è permeabile. E’ su questo modello che abbiamo immaginato TN. L’abbiamo immaginata come una risposta compassionevole alle sfide di quest’epoca, una risposta che si basasse sulla creazione di una cultura umana sana. E come un approccio che avremmo lasciato andare dove voleva andare.

Quest’anno in Italia ospitiamo la Conferenza Europea di Permacultura, l’EUPC (European Permaculture Convergence). La Transizione nasce dalla progettazione in permacultura, a volte viene presentata come un’applicazione della permacultura sociale, ma a noi sembra che sia un argomento affrontato poco e non nella maniera che merita.  Tu che sei progettista in permacultura, hai delle idee da condividere su come funziona la progettazione su scala sociale? In che modo è diverso dal progettare, ad esempio, una fattoria?
Che fattori dovremmo tener presente nel gestire la complessità per progettare sistemi a supporto della vita per le organizzazioni sociali?
Trovo molto interessante questo termine, “permacultura sociale”. Sono coinvolto nel movimento di Permacultura dal 1992. Ho subito avuto la sensazione che anche se “cura delle persone” è una delle tre etiche alla base, la prima generazione di permacultori, composta soprattutto da uomini e in prima battuta da uomini australiani, è stata pervasa da uno spirito di “fare”, quasi uno spirito di frontiera, in cui c’era poco spazio per la riflessione e la cura dei processi. Allo stesso tempo, fin dall’inizio una serie di voci influenti, penso a Starhawk, a Robyn Frances tra le altre, hanno insistito perché fossero inclusi aspetti di cambiamento interiore. Nel movimento di Permacultura tuttavia c’è ancora una qualche forma di resistenza. Invece nella Transizione abbiamo fin dall’inizio progettato per includere il cambiamento interiore in ogni passo, sostenendo che il modo in cui si fanno le cose è altrettanto importante quanto cosa si fa. Se stiamo cercando di creare una cultura umana sana, anche il modo di farlo deve essere diverso da quello adottato fino a qui.

E per la nostra vita personale, quella che a volte chiamiamo “transizione interiore”?
La Transizione presta molta attenzione al tema del burnout, dell’esaurimento. Potremmo dire che in parte la Transizione è anche nata da una sorta di frustrazione verso la Permacultura, dall’emergere di un senso di urgenza verso il tema dei cambiamenti climatici, mentre guardandoci intorno sembrava che molti permacultori si accontentassero di prendersi cura dei propri terreni. Come se ci fosse una resistenza rispetto all’interazione con la società tutto intorno, e quest’attitudine è come una profezia auto-avverante, si parte subito sconfitti. Peraltro dico spesso che la Transizione è un cavallo di Troia per far entrare la Permacultura in ambienti nuovi.

E in specifico per quanto riguarda la progettazione in scala sociale ?
Mi viene da dire che nella Permacultura facciamo molta attenzione all’analisi dei bisogni, ad esempio abbiamo bisogno di tot verdure, tot noci… credo che questo sia un insegnamento per tutto il movimento socio-ambientale, in cui invece non si presta abbastanza attenzione a chiedersi quali siano i bisogni delle persone. Qui nel Regno Unito, il voto della Brexit è una dimostrazione che molte comunità non trovano nel sistema attuale una risposta ai loro bisogni, e quindi sono arrabbiate e frustrate.

Puoi farci un esempio concreto ?
atmosA Totnes abbiamo creato il progetto ATMOS, in cui la comunità locale si sta riprendendo un bene comune, più di tre ettari di zona industriale abbandonata, e la progettazione è interamente basata sui bisogni delle persone. Abbiamo distribuito un questionario a cinquemila persone per raccogliere i loro bisogni. Le comunità locali hanno bisogno di lavoro, di case, di sicurezza economica, e noi sappiamo che la Transizione è in grado di creare lavoro, case e reddito. Dovremmo applicare la progettazione a rispondere a questi bisogni.

La Permacultura è uno dei movimenti affini alla Transizione; un altro è la rete degli ecovillaggi. In Italia sono avviate collaborazioni tra Transition Italia e la RIVE (Rete Italiana Villaggi Ecologici). Tuttavia, a prima vista, la scelta di chi decide di fondare o trasferirsi in un ecovillaggio e quella di chi decide di avviare un’iniziativa di Transizione nel proprio quartiere o paese non sembrano collegate. Hai degli esempi da portare di collaborazione tra ecovillaggi e Transition Towns?
C’è un progetto in Olanda, una delle 21 storie che abbiamo raccolto per la COP21 (https://cop21.transitionnetwork.org/aardehuisearthhouseprojectolst/) in cui un progetto di ecovillaggio ha stretto una collaborazione sinergica con il gruppo di transizione del paese vicino.
L’ecovillaggio portava esempi pratici realizzati, il gruppo di transizione promuoveva queste idee al di fuori, facendo da ripetitore, e portando esperti da fuori, aggiungendo energie nuove. In alcuni sensi sono movimenti divergenti, a volte può sembrare che in un ecovillaggio si crei una bolla separata dal resto, allo stesso tempo in un ecovillaggio i processi di cambiamento sono accelerati, è come un super-laboratorio di tutto quello che vogliamo trasformare nel mondo. Occorre ammettere che solo una piccola parte della popolazione vorrà mai vivere in quel modo, non è molto scalabile. Quindi la sfida della Transizione diventa come portare gli insegnamenti del mondo degli ecovillaggi nei quartieri “normali”.

E’ una prospettiva interessante. Ma come si possono costruire relazioni con persone con cui apparentemente non abbiamo nulla in comune?
L’arte di costruire un terreno comune per il dialogo è la grande sfida di questi tempi. L’impegno è proprio quello di abbattere le barriere e creare conversazioni trasversali, ad ogni livello e in particolare sul piano locale. Per questo ci sono tantissimi insegnamenti sviluppati nel mondo degli ecovillaggi che possono aiutarci.

Ora ci piacerebbe guardare insieme a te all’evoluzione del movimento… da quando è stato sognato, progettato … ad ora che è in azione. In Italia abbiamo trovato grande ispirazione nel Manuale, ma oggi siamo in una fase di “disincanto”, i passi delineati non bastano più e stiamo cercando la “via Italiana alla Transizione”. Visto da Totnes, cosa sta succedendo nell’evoluzione del movimento? Hai un modello di come cambiano le  iniziative nel tempo?
https://www.transitionculture.org/wp-content/uploads/newcover1.jpgcompanionPer prima cosa vorrei dirti che nessuno dovrebbe più leggere il manuale, è ormai molto datato.
Nel Transition Companion (per ora non disponibile in italiano. ndr), che è uscito dopo, usiamo già un modello diverso: non appena ci siamo accorti che i 12 passi stavano diventando 12 comandamenti scavati nella pietra, li abbiamo messi in pensione. Ora parliamo di ingredienti, ingredienti con cui ogni comunità locale può creare la sua torta. Alcune cose ci vogliono, sono la base, come “creare un gruppo”, ma poi ogni cultura, ogni territorio porta le sue variabili. Al momento come TN offriamo informazioni e schede di supporto, e raccontiamo sempre che la Transizione è un esperimento, in cui cerchiamo di dare alle persone strumenti per cominciare e insegnamenti tratti da 10 anni di sperimentazione. Il modello è andato ben oltre i 12 passi dell’inizio ed è molto più articolato e dinamico.

Dal tuo osservatorio speciale, Rob, quali sono ora gli orizzonti della Transizione ?
La forma che ha ora la Transizione è quella di un modello dinamico per re-immaginare l’economia locale, portando creatività al modo in cui lo facciamo. Un processo che presta molta attenzione a come i gruppi funzionano, lavorano, progettano, e a come evitare il burnout di coloro che la animano. Ora siamo in uno stadio in cui possiamo argomentare che la Transizione sia una forma di sviluppo economico, una forma di rigenerazione culturale, una potente cassetta degli attrezzi e una delle poche visioni attraenti a sostegno di un futuro che potremmo creare insieme.

Come si può presentare questa evoluzione del messaggio iniziale ?
domainIn questo senso, è stato affascinante seguire la diffusione del film “Demain” (uscita prevista in Italia ad Ottobre 2016, ndr). Il film si apre con due persone che si rendono conto della grandezza della sfida del mondo di oggi. “E non sapevamo cosa fare, allora siamo andati a Totnes a parlare con Rob…” e così comincia il loro viaggio.
In Francia tra i giovani c’è un senso diffuso di impotenza, “non c’è storia, non c’è narrazione, qual è il senso?”. Demain è stata una risposta potente a questo sconforto. E’ uscito 2 settimane dopo gli attacchi di Parigi, un momento in cui era come se il mondo intero fosse privo di senso, e in quel momento Demain ha offerto una storia diversa, visionaria, compassionevole. “Possiamo farlo. Facciamolo”. La Transizione si diffonde così, in modi imprevisti, proprio perché l’abbiamo lasciata andare, e prende radici in maniera inaspettata. Adesso il nostro compito è costruire su questo, continuare a raccontare le storie, e aver fiducia che le persone sono meravigliose, gentili, generose, e hanno a cuore il futuro.

Stiamo chiedendo a diverse persone la loro reazione all’affermazione di Holmgren di tre anni fa, secondo cui una trasformazione pacifica della società è ormai impossibile. Mi ricordo che all’epoca non condividevi il suo punto di vista, e mi sembra che sia ancora così per te, che ci sia speranza nel messaggio.
Ammiro immensamente Holmgren, penso che sia un genio. Però sono profondamente in disaccordo con quello che scrisse in quell’articolo. Penso che l’idea di agire per accelerare il collasso sia irresponsabile, abbiamo bisogno di tutto il tempo possibile per mettere in piedi strutture sociali alternative e parallele. Questo merita tutta la nostra attenzione.
Quando lessi l’articolo a cui fai riferimento, l’ho vissuto come una diserzione dell’immaginazione. Possiamo immaginare meglio.

Cosa ci aiuta a mantenere una visione positiva del futuro… e perché è importante?
Guardando a come vanno le cose nel mondo oggi è facile perdere la speranza. Se guardiamo la campagna presidenziale americana si potrebbe pensare le persone con visioni detestabili abbiano più organizzazione, più chiarezza, più capacità, più connessioni. Ma ci sono tante persone che vogliono che il mondo cambi.
Ciò che raccontiamo con la Transizione è che il cambiamento può avvenire se troviamo un terreno comune, e una buona capacità di “raccontare la storia”. Una visione che possa sostenere la vita e la cultura sul pianeta. La Transizione parla a un desiderio, un anelito, una nostalgia in ciascuno di noi. Tutti desideriamo la sicurezza, la comunità, la famiglia, l’amore. La mia energia viene dal trovarmi in una posizione privilegiata in cui posso raccontare e ascoltare storie di tutto il mondo in cui le persone mi dicono di essere più felici, più connesse, magari non più ricche economicamente ma più ricche di senso, significato, e questo in un momento difficilissimo della storia umana. Amo tutto questo. E’ bellissimo da vedere e testimoniare.
Paul Hawken, l’autore di “Moltitudine inarrestabile”, descrive questo movimento come il sistema immunitario della Terra. Ho la stessa sensazione, di risveglio, di fremito, anche se allo stesso tempo c’è anche qualcosa di orribile e spaventoso che si muove. Ma noi abbiamo una storia migliore possibile, una storia che si rivolge ai nostri desideri più profondi. Ma dobbiamo diventare più bravi a comunicarla alle persone.
Quindi andate, fate cose meravigliose, e raccontate le vostre storie!

Grazie Rob del tempo che hai voluto dedicare ai lettori di Vivere Sostenibile

Rivoluzione Solare, presentazione delle iniziative

La Transizione energetica parte dal basso, dotiamola di nuovi strumenti e consapevolezza. Serata di presentazione del progetto di risparmio energetico, utilizzo delle energie rinnovabili, soluzioni collettive e personali per combattere i cambiamenti climatici verso una civiltà senza petrolio.

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Ad Albano laziale il 20 luglio 2016, dalle ore 19.00 alle 21.00 (Piazza del Museo Civico), si parla di transizione energetica, cambiamenti climatici e soluzioni collettive.

Si parlerà di economia positiva, azioni concrete per ridurre il consumo di energia e come sostituire quella che rimane con le fonti di energie rinnovabili.

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Conferenza italiana Facilitatori 2016

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Come preannunciato stiamo organizzando con IAF Italy (Associazione Internazionale Facilitatori) questo momento di incontro tra chi si occupa di facilitazione in modo professionale (…più o meno).

Si terrà terrà tra il 20 e il 22 ottobre a Milano e l’abbiamo chiamata “L’era della collaborazione” perché ci pare che, tra le tante cose che stanno succedendo, si nota questa voglia/necessità di lavorare insieme che emerge tra i tanti soggetti della società civile. È un’epoca di conflitto e un’epoca di dialogo, e con tutto questo la facilitazione ha molto a che fare.

Comunque è una prima occasione per conoscersi meglio e scambiarsi idee, esperienze e metodologie, basata su una struttura molto semplice fatta di tanti workshop e di un OST.

Tutte le informazioni e le istruzioni per iscriversi le trovate sul sito IAF. È importante iscriversi subito perché sono le iscrizioni che rendono l’evento possibile… ci vediamo là?

Immaginiamo la transizione

In cerca di nuove visioni. “Decolonizzare l’immaginario?” / svuotarci la testa / destrutturare, ristrutturare / trovare il ritmo / l’accordo / esplorare / esprimere il genio di vivere in tempi di incertezza / testimoniarlo / raccontarlo / riattivare circuiti di feedback / col mondo / mostrare / al mondo / come ci si sente / cosa si sente sente / a vivere / tempi / di transizione

Parole http://trattiditransizione.tumblr.com/

Musica http://accorditransizione.tumblr.com/

Immagini http://immaginarioditransizione.tumblr.com/

Movimento http://sceneditransizione.tumblr.com/

Palcoscenico https://teatrointransizione.wordpress.com/

 

rete

 

 

 

Assemblea Transition Italia: cosa è successo

Non è facile raccontare con occhio imparziale e obiettivo quello che è successo durante questa assemblea di Transition Italia. In questo momento il mio ricordo è ancora legato agli abbracci e saluti finali dove, con emozione e riconoscenza reciproca, le vecchie amicizie si sono consolidate ancora di più, e i nuovi incontri hanno prefigurato future connessioni.

Ma è meglio partire dall’inizio per descrivere con ordine la successione dei fatti.

Sabato 14 e Domenica 15 maggio si è tenuta a Bologna l’assemblea annuale di Transition Italia. Ma la Transizione è la Transizione! Ed è difficile immaginare che 50 persone impegnate in iniziative locali di transizione possano generare  un’assemblea convenzionale.

E’ certo che l’assemblea diventa un  momento coinvolgente, formativo, divertente, artistico, partecipativo ed esplosivo, frutto meraviglioso del genio collettivo a cui viene data la libertà di manifestarsi.

Tutti sappiamo che normalmente le assemblea di un associazione servono come momento istituzionale per l’approvazione del bilancio e per la definizione delle linee di indirizzo da sviluppare nel futuro. Rendicontazione di cifre spese e incassate, letture di interventi programmatici il più delle volte noiosi, e veloci votazioni.

Tutte le incombenze sono state rispettate, inserendole in un programma ricco di tanti momenti diversi, in una successione fluida e leggera.

ti1La mattina del sabato è stata dedicata a presentarci. Abbiamo scelto due modalità particolari. Luca Malservisi, uno dei timonieri del progetto “Teatro in Transizione”, ha coinvolto una decina di noi per proporre una serie di imperdibili scenette basate sull’improvvisazione dove sono state riviste in modo ironico alcuni ruoli tipici presenti nei gruppi di transizione. Grande successo per tutti gli sketch.

L’ultima parte della mattina l’abbiamo passata con il “Pecha Kucha show”. Il format Pecha Kucha, nato nel 2003, identifica una modalità di presentazione di un tema, di un’opinione o di un progetto in modo breve e coinciso. 20 slide presentate ciascuna in 20 secondi. Il relatore ha a sua disposizione poco più di 6 minuti, Attualmente è uno dei modi più creativi ed efficaci per scambiarsi informazioni, per conoscere progetti interessanti, per presentare sogni e visioni.

Dopo un abbondante pranzo condiviso, che ci ha ricordato che il processo testa, cuore, mani, per noi italiani non può che finire con la pancia; Martina e Giulio ci hanno guidato nell’Open Space Technology. E’ uno strumenti di partecipazione dal basso, molto usato nei processi di transizione. E’ flessibile e permettere di cogliere i bisogni e le questioni che emergono con più forza in quel preciso momento. Tutti i temi proposti erano legati da un filo comune intorno alla domanda: “Come Transition Italia può  sostenere e supportare le iniziative di transizione locale ?” E con gli incontro avuti su questa domanda è terminata la prima giornata.

La Domenica si è aperta con esercizi di riscaldamento fisico, poi Cristiano ha presentato un tema cruciale per tutti noi. Il titolo “Dai gruppi ai flussi” forse non è chiaro subito.

In estrema sintesi nel suo intervento, Cristiano ci ha ricordato come sia importante andare oltre alla sola dimensione tradizionale di un gruppo di transizione, scoprire le potenzialità di un nuovo ti3ruolo: il connettore di flussi. Se da un lato il gruppo può svolgere un ruolo importante nel diffondere nuovi modelli di stili di vita, rafforzare e riscoprire competenze e capacità dimenticate, corre però il rischio di attivare solo le persone che in qualche modo “sono già simili”. Il processo di transizione  a livello planetario, per affrontare i temi urgenti e non procrastinabili, dei cambiamenti climatici e del picco del petrolio, richiede il coinvolgimento di una grandissima parte della popolazione, anche coloro che non sono simili e noi. Importante e che ciascuno per la sua parte, riorienti quegli aspetti di consapevolezza e comportamento necessari ad affrontare questa grande svolta. E il connettore di flussi ha delle potenzialità specifiche che possono sostenere questo processo.

Dopo una simile trattazione non poteva mancare un momento più leggero. E qui abbiamo dato il meglio di noi stessi. Guidati da Paolo e Santosh si è data lettura, o meglio si è data la voce cantata, al bilancio Transition Italia 2015. Era scontata la sua approvazione all’unanimità!

La mattinata si è poi conclusa con la presentazione da parte di Pierre Houben della proposta, in linea con l’approccio sociocratico, della formazione di cerchi di persone che si prendessero la cura e la responsabilità di aspetti specifici per sostenere le azioni dei gruppi locali nel processo di transizione. Sono stati definite alcune necessità che si sono concretizzate in altrettanti cerchi. Quindi oltre al cerchio del Consiglio formatosi lo scorso anno, ora sono in via di strutturazione i cerchi che si occuperanno di comunicazione interna ed esterna, di rapporti con il Transition Network internazionale, di formazione, di transizione interiore, e ultimo ma non meno importante, un cerchio per esplorare nuove frontiere e nuove dimensioni legate al cambiamento.

ti4Il pomeriggio della domenica ha dato il modo a tutti i presenti di celebrare e festeggiare questa assemblea intensa e ricca di stimoli per tutti. Anna Iorio, cantautrice dell’anima e grande amica della Transizione, con la sua voce e i suoi testi profondi e ispirati, ha aggiunto una dimensione poetica all’incontro.

E per finire Ellen ci ha guidato in un semplice rito di ringraziamento e di celebrazione, per dare energia e connessione all’impegno di ciascuno dei presenti, felicemente consapevoli di essere tutti più “flussibili”.

Assemblea 2016, un piccolo ricordo…

Più che altro per quelli che c’erano, un piccolo ricordo dei due giorni in cui ci siamo incontrati con la scusa dell’Assemblea Ordinaria annuale di Transition Italia. Come sempre abbiamo mescolato cose serie e profonde ad altre leggere e giocose, ma penso che alla fine tutti abbiano sentito l’intensità del momento.

Se ho sbagliato qualche nome fatemi sapere…

Ospiti speciali in assemblea

Tempo di assemblea per Transition Italia e, beh, per tutte le Associazioni d’Italia a dire il vero… ma naturalmente, non è la “solita assemblea”: ed ecco alcune delle cose che ci siamo immaginati…

Il racconto del bilancio dell’anno precedente è doveroso e necessario per motivi sia amministrativi che di trasparenza… e noi, doverosamente, lo faremo cantato, la mattina di domenica 15 maggio.

Anna Iorio in concerto

Anna Iorio in concerto

Sempre in tema di musica, durante la Transition Fest 2015 (perché quest’anno non c’è? Perché è biennale!) siamo stati deliziati dalla voce di Anna Iorio che, ormai eletta a usignolo della Transizione, ci accompagnerà nella fase più celebrativa di una due giorni già parecchio celebrativa di per se, domenica pomeriggio.

 

 

 

E ancor prima, sabato mattina, chissà cosa ci inventeremo, con l’aiuto della ciurma del Teatro in Transizione, con-per-fra-su Zoè Teatri.  Abbiamo immaginato un flusso da festa a assemblea, che  celebri la ricchezza artistico-teatrale che caratterizza la via italiana alla transizione negli ultimi tempi… ci sarete? Info e form di iscrizione su QUESTA PAGINA 

Sulla nave della transizione (si, quello è Rob)

Sulla nave della transizione (si, quello è Rob)

 

 

Sabato e domenica Transition Italia in assemblea

ASSEMBLEA ANNUALE TRANSITION ITALIA 2016

PROGRAMMA QUASI DEFINITIVO
Maggiori informazioni e form di iscrizione qui: PAGINA ASSEMBLEA

SABATO 14 Maggio

Ore 9:00 Apertura sede – accoglienza partecipanti – registrazione e iscrizioni

Ore 9:45 Introduzione – Cosa faremo – Accordi di base – Presentazioni

Ore 11:00 Teatro in Transizione

 

Ore 11:20 Pausa caffè

Ore 11:50 Teatro in Transizione

Ore 12:00 Pecha Kucha – presentazioni di progetti e iniziative

 

Ore 13:00 Pausa pranzo

 

Ore 14:45 Apertura Open Space – “Come possiamo contribuire a sostenere la rete di iniziative della transizione italiana?”

 

Ore 18:00 Fine lavori

 

DOMENICA 15 Maggio

 

Ore 9:00 Apertura sede – accoglienza – registrazione per pranzo Ex-Equo

Ore 9:45 Riepilogo delle puntate precedenti

Ore 10:00 “Dai gruppi ai flussi” – presentazione

 

Ore 10:45 Bilancio cantato

Ore 11:00 Come organizzarsi in cerchi, sperimentazioni di sociocrazia

Ore 11:45 Formazione dei cerchi

 

Ore 13:00 Pausa pranzo

 

Ore 14:30 Concerto di Anna Iorio

Ore 15:30 Formazione e celebrazione dei cerchi

Ore 16:15 Giro di chiusura

Ore 16:30 Fine lavori