Risorse divulgative: petrolio

Vi segnalo questo materiale realizzato da Nationa Geographic che può avere un valore di tipo divulgativo in qualche contesto.

Meteo e clima… capirci qualcosa

A chi tra voi fa divulgazione, o anche a chi ha semplicemente voglia di approfondire l’argomento, segnalo questo articolo su Climalteranti che fornisce molte informazioni e spiegazioni utili a interpretare i fenomeni meteo e a metterli in realazione con il sistema climatico del pianeta.

Razionare l’energia?

Il mondo è anomalo e poco razionale, ma l’Italia è un caso davvero particolare di questa anomalia. Mentre qui sembra che non si possa ragionare d’altro se non delle abitudini erotiche del Presidente del Consiglio, altrove si ragiona su come ci divideremo le risorse rimaste.

È uscito da poco questo rapporto creato da un gruppo di lavoro della House of Commons britannica che si occupa del Picco del Petrolio e del Global Warming (APPGOPO*). Sappiate anche che è il secondo del suo genere e che, magari siete nuovi e vi sono sfuggite le puntate precedenti, in Inghilterra grandi operatori economici e la politica nazionale già discutono apertamente di tutto questo.

“Ma come” direte voi “il governo inglese si preoccupa delle stesse cose di cui ci si preoccupa nelle Transition Towns?”. Beh sì e anche grazie alle Transition Towns stesse. Questo per farvi capire come si può partire dal cortile del condominio e finire in 4 anni a influenzare il governo centrale di un paese**.

Tornando a noi, con il rapporto TEQs (potete scaricarlo qui in pdf – ovviamente è in inglese) si ragiona su come si farà a gestire una situazione così determinante per il futuro del mondo industrializzato ipotizzando un sistema di bilanciamento tra consumi ed emissioni che premierà i virtuosi e scoraggerà gli spreconi (mi perdonino gli estensori del rapporto per la brutale sintesi).

Si fa sul serio dunque, si discute anche di chi avrà diritto ad usare il carburante disponibile, cose pesanti, cose enormi…

If fuel scarcity, rather than emissions reduction, is the tighter constraint on the economy, a rationing system will be required to sustain a fair entitlement of the available fuels. Without this, fuel poverty would quickly turn into actual fuel deprivation. This use of TEQs as a rationing instrument requires only a switchover to new settings in the software which governs the system.

Se la scarsità di carburanti, invece della riduzione delle emissioni, fosse la causa maggiore della crisi economica, sarebbe necessario un sistema di razionamento per assicurare una giusta distribuzione del carburante disponibile. Senza questo, la scarsità di carburante si trasformerebbe presto in una effettiva assenza di carburante. L’uso delle TEQ come strumento di razionamento richiede semplicemente un cambio del setting nel software che controlla il sistema.

Non si ha paura di guardare in faccia al futuro e si cercano possibili soluzioni. Ora, visto che il bungabunga abbaglia e pervade il panorama mediatico del nostro paese, mi premeva farvi sapere che intanto il mondo va avanti, i problemi si acutizzano, ecc.

* All Party Parliamentary Group on Peak Oil – creato nel 2007 raggruppa membri di tutti i partiti.

** non vorrei darvi però l’impressione che il governo UK sia sulla strada buona per risolvere i problemi, ma almeno là se ne parla.

IEA: rischio petrolio sopra i 100 $

Il nostro amico Tanaka dell’International Energy Agency mette tutti in guardia dal rischio di veder nuovamente salire il costo del petrolio oltre i 100 $ (per dire, oggi il Brent sta a 97 e qualcosa).

Se il petrolio sale troppo, poi si rompe di nuovo l’economia, e non è che al momento sembri così “aggiustata”. È un bell’intreccio di tensioni e interessi contrapposti, non c’è che dire.

Il consiglio è il solito, rimanete concentrati sulla exit strategy.

Roma: coltivazioni urbane e resilienza alimentare nell’epoca del Picco del Petrolio

Seminario audiovisivo con Dario Tamburrano (Transition Italia)

Sabato 29 gennaio 2011 dalle ore 10.30 alle 13

ROMA – Biblioteca Gianni Rodari in via Francesco Tovaglieri 237
Visualizzazione ingrandita della mappa

Programma sintetico

  • Cosa è il Picco del Petrolio
  • Conseguenze sull’approvvigionamento alimentare
  • Cosa possiamo fare noi
  • L’autocoltivazione urbana: orti in giardino, cos’è l’agricoltura sinergica, coltivare e compostare in balcone e terrazza, irrigazione, la coltivazione indoor di funghi e germogli, come mantenere fertile il terreno dei propri vasi.
  • Perchè cambiare la dieta (ecologia del pianeta, salute personale, economia familiare)
  • Ricostruire i rapporti con la comunità locale e con gli agricoltori (gruppi di acquisto, l’economia dello scambio dei semi e dei prodotti e le filiere corte e super corte)

PS: se siete interessati ai i testi approfondimento portate con voi una chiavetta usb, i file di riferimento saranno disponibili gratuitamente in formato digitale (pdf).

Cetrioli rampicanti su Bouganvillae

In balcone: esempio di cetrioli rampicanti su bouganvillae

A Milano si parla di Transizione

Giovedì, 20 gennaio 2011, a Milano si parlerà di Transizione – l’incontro è organizzato in collaborazione con Altreconomia e Viaggi e Miraggi. Vi aspettiamo presso Bottegas, Via Colletta 31 !

2011 – Comincia qui l’economia della felicità?

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=VkdnFYDbiBE]

Gli amici del Post Carbon Institute presentano oggi l’anteprima del nuovo film “The Economics of Happiness” un film di Helena Norberg-Hodge, Steven Gorelick e John Page con la partecipazione di Vandana Shiva, Bill McKibben, David Korten, Michael Shuman, Juliet Schor, Richard Heinberg, Rob Hopkins, Andrew Simms, Zac Goldsmith, Samdhong Rinpoche.

Prendo spunto da questo per riflettere sul fatto che, archiviati i primi 10 anni del secolo, questo potrebbe essere il decennio in cui l’umanità prende finalmente piena coscienza della situazione sociale, economica e ambientale che abbiamo prodotto e decide di riorganizzarsi attorno a nuovi concetti, nuove idee, nuove linee evolutive.

I prossimi anni

I prossimi 10 anni potrebbero essere meravigliosamente rivoluzionari o semplicemente terrificanti (o una delle sfumature intermedie possibili). Non serve un gran che tentare previsioni perché, come è sempre stato, il futuro siamo noi. Dipende da noi quello che succederà, dalle nostre scelte in tutti gli ambiti della nostra vita. Ma per cominciare a scegliere, primo passo è vedere il mondo per come è, e ora direi che si vede abbastanza bene.

La home page di ieri del Financial Times è piuttosto utile per fare il punto: il petrolio costa troppo, crisi alimentare già in corso, rischio debito per gli stati. Oggi trovate le stesse cose anche su Repubblica, trafilettino addirittura in prima pagina e pagine 8 e 9 all’interno (gli altri giornali italiani parlano solo di cashmere e amenità di politica interna). Sul Sole 24 Ore troviamo però un simpatico articolo sul fatto che gli USA sono a rischio di default, sì come Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna, Italia, Gran Bretagna, ecc. Ah, dimenticavo, Tremonti da Parigi dichiara: la crisi non è finita.

Che mi sto dimenticando? Mmmmm vediamo… ah sì, il clima. La situazione climatica è semplicemente sconcertante. L’Australia affoga, la fascia tropicale si è allargata, probabilmente abbiamo già condannato all’estinzione tutte le barriere coralline del mondo, il ghiacciaio Chacaltaya in Bolivia non c’è più (era lì da 18.000 anni) i dati (NOAA) sul metano in atmosfera ci dicono che sta aumentando pure lui (è un gas serra molto più potente del CO2). Tutto questo per dire che le conseguenze del riscaldamento globale sono già tutte qui, non cose di cui si preoccuperanno i nostri nipoti.

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A Carimate: corso di approfondimento e condivisione

Ispirati dagli amici bolognesi, anche a Carimate parte il “Corso di approfondimento e condivisione del manuale della transizione”. Sei incontri di discussione che seguono i vari capitoli del handbook di Rob Hopkins. Dal 13 gennaio 2011. Per maggiori info cliccare qui

Il respiro del pianeta

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=H2mZyCblxS4&feature=player_embedded]

Grazie a Ugo Bardi che lo ha pubblicato sul suo Effetto Cassandra, ecco un bellissimo video del NOAA che rende facilmente comprensibile l’evoluzione della concentrazione di CO2 nell’atmosfera terrestre. Certi concetti, quando sono ben visualizzati, diventano subito più chiari e comprensibili.

Questo filmato mi pare molto utile perché concentra diversi quadri evolutivi facendo sì che “il problema” diventi molto più afferrabile anche per chi non ha una cultura specifica.

Da non perdere (per chi ha facilità a capire un grafico cartesiano).

Aggiornamento:

Mi dicono che in effetti non è molto chiaro per chi non conosce bene il tema. Allora aggiungo anche questo filmato, che non sarà chiaro nemmeno lui perché è in inglese, però poi magari con calma spieghiamo tutto.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=S9ob9WdbXx0]

A chi fa divulgazione e facilitazione un avvertimento, il numero di persone in grado di leggere un grafico cartesiano è molto più basso di quel che comunemente si pensa. Allo stesso modo è molto bassa la propensione ad ammettere di non essere in grado di codificare questo tipo di informazione. Il mio piccolo suggerimento è quindi di non dare mai per scontato il fatto che i dati presentati in questo modo siano comprensibili per tutti.

Articolo su Il Cambiamento

rete persone

Ecco un nuovo articolo sulla Transizione di Deborah Rim Moiso che appare sul sito de “Il Cambiamento”. Parla tra l’altro di come sia semplice interiorizzare concetti complessi giocando. Lo trovate qui.

Seminario “Empowered Fundraising” con John Croft

Dopo il successo del workshop “Dragon Dreaming, eccoci alla 2a iniziativa: il seminario sul

“Empowered Fundraising”

che intende trasformare la nostra relazione con il denaro e creare opportunità per le persone per realizzare se stessi e i propri progetti. Dal 11 al 13 febbraio 2011 presso Ecotoys (Fenegrò – CO)

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Corso di Permacultura a Roma (febbraio-marzo 2011). Per conoscenza ai potenziali interessati, prenotazioni entro 25 dicembre

Oggetto: corso stanziale di Permacultura di 72 ore (12 giorni)

Può partire finalmente in Roma (a febbraio prossimo) il corso internazionale di Permacultura di 72 ore, che si propone di affrontare in modo integrato e sistemico le principali questioni inerenti ai temi su cui si incentra la Permacultura. La qualità della nostra vita e il benessere del Pianeta Terra dipenderà da alcune nostre scelte responsabili su alcuni temi fondanti quali l’abitare, il coltivare, il costruire, il produrre, e l’eliminare ciò che produciamo e consumiamo, in modo da sommergere la terra dei nostri rifiuti, dopo avere iper-sfruttato le risorse disponibili.

La Permacultura, prima che metodo, è etica, è una filosofia di vita che affronta ogni questione in chiave ‘sistemica’ e trova innumerevoli campi di applicazione nella sensibilità di che la applica e nella diversità dei luoghi e dei bisogni locali.

Programma e informazioni sul corsostanziale di Permacultura di 72 ore.

Link PDF

Si tratta del corso base di formazione in Permacultura che conferisce un attestato valido a livello internazionale.

Si svolge per un periodo complessivo di 12 giorni, la prima sessione è nel mese di febbraio: 9 giorni consecutivi da sabato 19 febbraio 2011 alla domenica 27 febbraio compresa.

La seconda sessione è di 3 giorni a Marzo 2011 dal venerdì 18 a domenica 20 marzo ed è destinata alla realizzazione di un progetto ben circostanziato.

Gli orari sono mattina ore 10-13 e pomeriggio ore 15 -18.

Si raccomanda di darsi agio di poter protrarre gli orari se necessario per affrontare più esaustivamente argomenti e eventuali quesiti; inoltre per rendere possibili anche momenti conviviali di conoscenza e di scambio.

Il programma è quello delle 72 ore internazionale, valido in tutto il mondo permaculturale, ma sarà soggetto a cambiamenti in relazione alle esigenze della comunità locale (esempio se urbana, agricola etc) per cui alcuni argomenti più utili alle richieste locali saranno trattati con maggiore attenzione.

Sede: Roma Casa Il giardino di Ines. Via Pietro Pozzi 14 (traversa di Via della Casetta Mattei verso Boccea).

Con ogni probabilità alcuni giorni il corso si terrà anche presso il CIMI

Costo: euro 580 a persona più Iva comprensivi di tutti i 12 giorni del corso. Il costo si riduce a euro 420 più Iva per un numero di venti partecipanti.

Per prenotazioni e iscrizioni la segreteria organizzativa è il Cimi: cimimedicina@tiscali.it o telefonicamente 06-5812492

Per informazioni di carattere didattico la segreteria didattica è del coordinatore dr. FABIO PINZI (fabiopinzi@libero.it)

Chi segue e consegue l’attestato di partecipazione al corso delle 72 ore può praticare e diffondere le idee e i pricipi della permacultura.Per poter invece diventare insegnante e/o progettista occorrono altri due anni di apprendimento attivo. A tal fine è a disposizione del discente un manuale di apprendimento attivo, fornito dall’Accademia di Permacultura, e la possibilità di essere seguito da un tutor che è un docente ufficiale della Accademia. Dopo due anni di tutoraggio e di apprendimento attivo si può dare la tesi e l’esame finale, superato il quale si è riconosciuti insegnanti di Permacultura, si può essere tutor a propria volta e si possono avviare progetti permaculturali sia in campo privato che pubblico.

Raccomandazioni: Si raccomanda la puntualità. Si prega di calcolare gli orari in modo elastico in modo da non dover fuggire subito alla fine delle lezioni, perchè spesso gli argomenti suscitano molte domande cui i relatori sono felici di rispondere e che sono molto utili all’apprendimento, ragion per cui si può andare oltre gli orari stabiliti.

Inoltre è molto simpatico organizzarsi per mangiare insieme durante gli intervalli e molto utile per conoscersi e scambiarsi notizie, esperienze e idee.

Per lavorare all’aperto ognuno si attrezzi con guanti, forbici per potatura, occhiali da lavoro. Chi vuole può portare altri attrezzi (esempio zappa, vanga etc.) Per chi ha difficoltà di trasporto (esempio viene con mezzi pubblici) gli attrezzi verranno forniti in loco dagli organizzatori.

I corsi sono coordinati dal dr. Fabio Pinzi e dai suoi collaboratori, esperti nei vari campi, docenti diplomati presso l’Accademia Italiana di Permacultura .

Ecco le coordinate per raggiungere la sede dello stage.

Casa Il giardino di Ines. Via Pietro Pozzi 14 (traversa di Via della Casetta Mattei verso Boccea).

Per raggiungerla con i mezzi pubblici si può procedere così:

a- autobus linea 98, si può prendere a Largo Paola(capolinea; inizio di Corso Vittorio Emanuele)e si

scende su via della Casetta Mattei alla fermata “Carafa”; dopo 30m sulla destra c’è Via Pietro Pozzi.

b- autobus linea 889, si può prendere alla fermata Metro A Cornelia, direzione via della Casetta Mattei e si scende sempre alla fermata “Carafa”.

c- autobus linea 786 che si può prendere alla stazione Trastevere (capolinea); si scende appena lasciata via della Casetta Mattei ( prima fermata di via Poggio Verde); ci si riimette su via della Casetta Mattei in direzione via di Bravetta e dopo 400 metri a piedi si trova via Pietro Pozzi.

P.s La linea 98 i giorni festivi, sostituisce la linea 889 e quindi si prende alla fermata della metro A Cornelia.

Abbiamo necessità di conoscere il numero di iscrizioni prima di Natale per non impegnare inutilmente i professionisti docenti del corso e per valutare – in caso non sia possibile realizzare il corso in Roma – altre possibili sedi dove abbiamo ricevuto richiesta.

Per cui chi desidera partecipare al corso è pregato di prenotarsi entro il 25 dicembre 2010 presso cimimedicina@tiscali.it ed entro fine anno è necessario inviare un anticipo di euro 100,00 a

CIMI srl Banca: UNICREDIT BANCA AG. ROMA PILO

Piazza Rosolino Pilo 9 00152 Roma, Italy

IBAN IT 98 V 03002 05228 000004114635

Sotto i 15 partecipanti non sarà possibile far partire il corso nelle date stabilite.

Luca è tornato da Cancun

Luca Lombroso, autoinviatosi a Cancun per seguire la “faccenda” da vicino, è tornato a casa e pubblica sul suo blog alcure prime riflessioni che credo sia utile leggere. Le trovate qui.

Benvenuti nel blog

Questo è un post di benvenuto ai tanti nuovi sottoscrittori del blog di Transition Italia, nodo locale italiano della rete di Transizione.

Il picco di accessi post “Report” si sta esaurendo e quindi può essere il momento di salutare con calma i nuovi arrivati. Per capire chi siamo e cosa facciamo avrete modo di girovagare nel blog, nei siti delle varie Iniziative locali e farvi le vostre idee, vorrei invece spendere qualche riga per dire cosa non siamo, l’esperienza e le tante email arrivate in questi giorni, mi dicono che potrebbe essere utile.

Cominciando da me, non sono il rappresentante di questo movimento, quindi anche quello che scrivo qui sotto è sostanzialmente il mio punto di vista.

Non siamo un movimento localista, non amiamo particolarmente l’autarchia, l’autosufficienza ad ogni costo e i bei tempi antichi.

Non pensiamo che il petrolio finirà domani mattina, ma sappiamo bene che non durerà per sempre.

Non siamo fanatici dell’autoproduzione, non siamo orticultori da assalto, non siamo nemici del progresso (purché di progresso si tratti).

Non vogliamo tornare indietro, vogliamo andare avanti, molto più avanti…

Non siamo propensi ad andare contro, ma tendiamo a lavorare con.

Non siamo qui per dare la colpa a qualcuno, ma per prenderci assieme la massima libertà e la massima responsabilità di ogni gesto.

Non siamo tristi, anzi, siamo convinti che se non ci stiamo divertendo c’è qualcosa che non va in quello che facciamo.

Non siamo emotivi, ma sappiamo bene quanto contano le emozioni nella nostra vita.

Non siamo una setta religiosa o una fratellanza mistica, però sì, degli uomini ci interessa anche l’aspetto spirituale e l’espressione artistica, si sono generate in noi 5 minuti dopo essere scesi dagli alberi qualche milione di anni fa, non considerarli una componente importante sembrerebbe quantomeno ingenuo.

Non siamo catastrofisti, ma abbiamo il coraggio di osservare il mondo per quello che è.

Non siamo utopisti, sognatori, naïve, stiamo invece lavorando a uno dei più sofisticati ed entusiasmanti esperimenti di social innovation che sia apparso sul pianeta, supportato da tonnellate di ricerca scientifica e culturale, con un patrimonio di competenze e consapevolezze che cresce di giorno in giorno grazie a contributi provenienti da mezzo mondo.

Non siamo convinti di aver capito tutto e di avere una verità in tasca, facciamo quello che ci sembra possa dare risultati e siamo felici che altri facciano altro, viva la biodiversità anche nel campo dei processi di cambiamento.

Non siamo a caccia di iscritti, di voti, di petti su cui piazzare spillette o teste su cui calcare cappellini. La Transizione è ovunque anche dove noi non siamo mai stati.

Non siamo di destra, non siamo di sinistra, non siamo di sotto, non siamo di sopra, cerchiamo di operare in uno spazio che si colloca a un livello differente e quindi può accogliere tutti.

Non siamo un organizzazione classica, operiamo come un sistema che si autoorganizza con logiche molto vicine a quelle dei processi open source.

Non siamo in competizione con altri movimenti, associazioni, organizzazioni, anzi offriamo i nostri strumenti e le nostre piattaforme concettuali a chiunque le voglia utilizzare.

Ancora benvenuti!

PS: Ogni tanto mi arriva qualche email nuova e aggiorno l’elenco…
PPS: Io non faccio il giardiniere o il consulente agricolo

Report e limiti dello sviluppo

Se per caso giungete qui dopo la visione della puntata di Report del 12/12/2010 e siete interessati a sapere qualcosa di più sul movimento di Transizione, beh… benvenuti!

Per farsi un’idea

Per farsi una prima idea di cosa sia la Transizione potreste cominciare da qui e scaricare il documento “Chi siamo e cosa facciamo” oltre ovviamente a consultare il sito internazionale del movimento (in inglese).  Magari aiuta anche farsi un’idea di cosa non è. Se la cosa vi stuzzica, vi consigliamo la lettura del Manuale Pratico della Transizione, il libro attraverso il quale il movimento si sta diffondendo molto velocemente in tutto il mondo.


Manuale Pratico della Tansizione

Potete acquistarlo on-line cliccando sull’immagine qui sopra. In questo modo il 10% del prezzo di copertina verrà devoluto a Transition Italia. Oppure potete trovarlo o ordinarlo nelle librerie e ora anche in molte biblioteche pubbliche. Per una bibliografia essenziale su questo tema (siete avvisati – è immenso) date un’occhiata a questa zona del sito. C’è anche un film, in inglese ma sottotitolato in italiano, potete acquistarlo qui o vederlo su YouTube o presso le Iniziative di transizione italiane.

Partecipate a un Transition Talk
Forse uno dei modi migliori per capire il movimento di Transizione è partecipare a un Transition Talk, una sorta di conferenza/incontro in cui si spiega tutto per filo e per segno, con il grande vantaggio di poter fare domande e scambiarsi idee in tempo reale. Potete vedere nel nostro calendario se ne trovate uno che fa al caso vostro o decidere voi stessi di organizzarne uno richiedendo la presenza di uno dei facilitatori di Transition Italia. L’ultima possibilità è il fai da te, il manuale spiega come.

Unitevi ad un’Iniziativa o fondatene una
È possibile che nel luogo in cui vivete esita già un’Iniziativa di Transizione o che ci siano persone che stanno pensando di crearne una. Controllate sulla mappa nazionale e se non c’è nulla, beh… potete sempre fondarne una voi.

Ancora benvenuti.