Com’è andata a Funo

funo

Un bel pomeriggio intenso quello passato ieri a Funo. Un tTalk un po’ atipico, con una densità di transizionisti di zona decisamente sopra la media che si sono ricuccati un’altra volta tutta la mia tiritera senza nemmeno russare (o forse russando silenziosamente, non so…).

Proprio la presenza di tante persone già “dentro” alla Transizione ha prodotto l’occasione per osservazioni diverse da quelle solite. Un ragazzo di Funo, che assisteva per la prima volta a un Transition Talk, durante l’intervallo mi ha fatto una domanda molto interessante: “Ma perché loro [si riferiva ai transizionisti presenti] ridono?. È una cosa normale? Noi di Funo, che siamo qui per la prima volta abbiamo sorrisi stirati e forzati, perché tu ci metti le battute e fai ridere, ma dici cose di cui uno non vorrebbe ridere. Invece loro ridono, ridono davvero”.

Mi è sembrato un modo spontaneo e interessante di osservare ciò che accade a chi matura la propria consapevolezza, la elabora emotivamente, supera la naturale paura e la sindrome “post picco” per ritrovare un equilibrio anche nella consapevolezza delle difficoltà che la nostra epoca presenta.

Altra cosa interessante è che il giorno prima, sabato, ero invece dalle parti di Roma sempre a parlare di Transizione, anche se con molto meno tempo a disposizione. In entrambe le situazioni era molto bello toccare con mano la maturità delle persone, la capacità di agganciare discorsi fuori dal convenzionale e farsi domande complesse. Allo stesso tempo, parlare di questi temi in provincia di Bologna è ormai come scavare un solco in un campo di terra soffice e aerata, è in qualche modo “facile”. Credo che 5 anni di memi transizionisti in circolazione nel sistema sociale di quest’area abbiano un loro peso al riguardo. Sabato invece avevo la nettissima sensazione di operare in un campo da dissodare da zero, in cui certi processi non sono ancora partiti e gli enzimi del cambiamento devono ancora operare.

Comunque sia, è sempre davvero bello e arricchente incontrare tutte queste persone che si fanno domande. Come sempre un grande grazie agli organizzatori di Funo per l’impegno, gli spaghetti (buonissimi, meravigliosi e impareggiabili cucinati dalla padrona di casa) e per aver gettato questo seme anche nella loro comunità. Grazie anche ai responsabili del Centro Sociale che ci ha gentilmente ospitato e alla banda di transizionisti che si è ritrovata lì in una specie di assemblea provinciale spontanea.

Incoraggio tutti a usare i commenti a questo post per lasciare osservazioni, pensieri, scambiare idee e continuare il percorso appena iniziato…

*Non ho fatto foto, se qualcuno ne ha fatte le aggiungiamo….

3 commenti
  1. nicola rizzo
    nicola rizzo says:

    Gli spaghetti erano cucinati dal “padrone” di casa!Comunque tralasciando le piccole disquisizioni è stata una domenica molto piacevole che ha creato a Funo nuove opportunità di azioni transitorie in loco che ci farà piacere condividere con tutto il movimento

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