Non preoccuparti, continua a guidare

Anche il Post Carbon Institute ha deciso di partecipare, con un breve spot, a fare un po’ di chiarezza sulle dichiarazioni mirabolanti dell’industria petrolifera. Ecco come. Buona visione.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=1WFERh5p2FY]

3 commenti
  1. Rinaldo
    Rinaldo dice:

    la mia modesta padronanza dell’inglese mi ha permesso di capire non tutto ma abbastanza… ma vorrei chiedere ai miracolosi translators transizionisti se possono fare uno sforzo per poter condividere con tutti questo spot così ben fatto, in questo scorcio di Agosto 2012 dove abbiamo già superato l’Earth Overshoot Day

    • Massimiliano
      Massimiliano dice:

      eheh, ciao Rinaldo (credo che ci conosciamo 😉 e se no, fa lo stesso) lo sforzo è già stato fatto. Infatti, premendo il pulsantino dei sottotitoli su tutubi, appaiono quelli in italico. 🙂

      Scusate se non ho specificato, ma di solito appaiono in automatico.

  2. Gian Nicola
    Gian Nicola dice:

    Richard Heinberg, parla da anni del picco del petrolio. Il prezzo sale è vero. Non so nel resto del mondo, ma in Italia abbiamo un picco ben più imminente e gravoso del petrolio, e si chiama picco del denaro. Forse conviene spostare l’attenzione su cose più urgenti, perché anche se dovessero arrivare cisterne di petrolio galattico, portate da flotte aliene, senza soldi non ce ne faremmo un bel niente, anzi sì, come diceva Monbiot: ci potremmo friggere tutti. La soluzione, secondo me, sta nell’individuare le priorità per la sopravvivenza degli esseri umani, e agire di conseguenza. Alla terra non creiamo danno se la trapaniamo fino a farla collassare su sì stessa: il problema ce lo creiamo a noi esseri umani, qui e ora. La terra fra qualche milione di anni sarà di nuovo un paradiso terreste. Sempre che non si spenga prima il sole: in tal caso sarebbe la riprova che stiamo andando nella direzione sbagliata. L’aria è la prima necessità: se la insozziamo conviene sederci a un tavolo e decidere cosa fare per risolvere questo primo problema. Poi verrà l’acqua, il cibo, e tutto il resto. Il petrolio è in fondo alla lista.

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