Appello: mandateci il vostro sindaco

[youtube=http://youtu.be/Yur0wTlY2RM]

Se state operando nell’ambito della Transizione in Emilia Romagna, vi chiedo un favore. Mandateci i vostri sindaci (assessori di competenza, funzionari, tecnici…) a questo seminario sull’Adattamento Climatico che ANCI e ARPA hanno organizzato (io ho dato i miei suggerimenti su modalità e contenuti, ma non diciamolo troppo in giro).

Come ormai tutti possono notare, i cambiamenti conseguenti al Riscaldamento Globale colpiscono quasi quotidianamente in tutto il mondo. Abbiamo visto Sandy a New York, abbiamo visto un tornado (almeno F3) a Taranto, le bombe d’acqua a Genova, Firenze e Roma, ecc. ecc. Anche i meno interessati alle faccende climatiche rimangono però pietrificati dai danni economici che questi eventi producono (42 miliardi di dollari solo a New York) alle nostre economie già in ginocchio.

La parola d’ordine da ora in poi è ADATTAMENTO, ma gli amministratori pubblici sono nella maggior parte dei casi totalmente inconsapevoli e impreparati. Per fortuna ci sono organizzazioni che sono ormai consapevoli della transizione necessaria e si stanno attivando per cercare di colmare il gap tra realtà e percezione che affligge il nostro tempo.

È il caso di ANCI Emilia Romagna che sta moltiplicando i suoi sforzi per fornire ai comuni gli strumenti per interpretare quest’epoca così complicata e piena di sfide. Alessandro Rossi, che è responsabile del settore energia e sostenibilità, sta davvero facendo un lavoro enorme e senza badare a fatica o ritorno economico.

Quindi, per favore, provate a mandare i vostri sindaci a questo seminario, sarà solo un punto di partenza ovviamente, ma è da queste cose che può dipendere il futuro delle nostre comunità. Nel preparare i nostri territori possiamo produrre resilienza, lavoro, energia sostenibile e un futuro felice.

Tenete conto che troverete i vostri amministratori locali pieni di problemi e preoccupazioni per il bilancio, le risorse economiche sempre più scarse, i servizi sempre più necessari e sempre più difficili da erogare. Siate loro di supporto e incoraggiamento, siate “soluzione” non “ulteriore problema da gestire”. Potrebbe essere difficile attirare la loro attenzione su questi problemi, ma vale la pena provare, perché è proprio nell’affrontare questi cambiamenti che si potrebbero individuare soluzioni e risorse per la riorganizzazione in modelli di economia locale sostenibile.

È un momento molto interessante, idee e principi della Transizione stanno diventando patrimonio che si diffonde nelle organizzazioni del sistema, questo è un esempio che ci mostra come possiamo fornire aiuto e strumenti a tutti gli strati del nostro attuale apparato organizzativo.

È quello che immaginavamo si potesse fare quando abbiamo cominciato, coinvolgere tutto il sistema lavorando CON tutto il sistema, e ora sembra diventare realtà giorno per giorno grazie al lavoro costante e all’intelligenza di tutti.

Se andiamo avanti così e rischiamo davvero di costruire un mondo migliore… corriamo questo rischio!

14 commenti
  1. VoceIdealista
    VoceIdealista says:

    Le “bombe d’acqua” cosa sarebbero, gocce di 30 Kg?
    E’ solo una stupida metafora giornalistica che mira a fare sensazionalismo per inseguire la moda dell’ecologismo e del riscaldamento globale.
    In realtà erano dei forti nubifragi e se andaste a documentarvi in qualche archivio storico scoprireste che sono sempre avvenuti. Sembrano in aumento perché fino a pochi decenni fa non c’era l’attenzione morbosa della stampa verso i terribili “cambiamenti climatici” e la maggior parte dei fenomeni di elevata intensità passava in sordina perché il pubblico non era interessato. Un altro motivo è il fatto che sono aumentate costruzioni in zone a rischio di dissesto idrogeologico ed è aumentata anche la popolazione a rischio: se avvenisse un evento simile in un luogo disabitato non interesserebbe a nessuno e la stampa non lo riporterebbe.

    • Cristiano
      Cristiano says:

      Sì, bombe d’acqua è un termine colorito diffuso dai giornalisti, non è proprio ortodosso ma in realtà ha una sua utilità pratica proprio in considerazione dell’effetto che producono sul territorio a causa dell’antropizzazione. Quindi perdonami se l’ho utilizzato, ma l’ho fatto intenzionalmente.

      Detto questo, siamo documentatissimi e in rete con climatologi e meteorologi in tutto in mondo, quindi abbiamo accesso a montagne di dati statistici e possiamo anche farceli spiegare da gente che li capisce nella loro estrema complessità. I fenomeni intensi sono sempre esistiti, ma nemmeno lontanamente con la frequenza che hanno oggi a causa dell’aumentata energia presente in atmosfera. Poi puoi trovare divertente giocare allo sbugiardatore di tutto e di tutti, ma guarda che non è mica tanto utile. Ti prego comunque di non fare pessima informazione.

      Se invece ti interessa dare una mano, o capire meglio come stanno le cose, sei il benvenuto. Proprio perché il clima sta cambiando e i fenomeni estremi aumentano, l’urgenza dell’adattamento è massima. Le costruzioni e le persone in pericolo ci sono, vuoi lasciare tutto così? Hai la macchina del tempo per cancellarle? Sei gentilmente invitato a dare una mano.

    • Massimiliano
      Massimiliano says:

      Il fatto che eventi meteorologici estremi siano sempre esistiti è uno dei cavalli di battaglia di coloro che intendono, con questo ed altri argomenti poco solidi, dimostrare (ma direi in primis di dimostrare a sé stessi) che il riscaldamento globale non è altro che un complotto o, se va bene, un abbaglio collettivo degli scienziati del clima.

      Per comprendere meglio quella che è la reale dinamica dei cambiamenti climatici, credo possa essere utile la metafora dei dadi di James Hansen. Se finora abbiamo ‘giocato’ con un dado in cui avevamo due lati freddi, due medi e due caldi, ora, sempre di più, stiamo giocando con un dado che ha un lato freddo, due lati medi, due caldi ed uno super caldo. Il clima non è un fenomeno lineare, ma se alla base del clima stesso c’è una maggiore temperatura media globale, le dinamiche che si sviluppano sono diverse da quelle a cui eravamo abituati. E la frequenza di eventi estremi è uno degli aspetti, l’altro è la loro forza, anch’essa in aumento.

      Queste sono, purtroppo, cose verificate e verificabili da chiunque lo voglia fare. Ma il punto non credo sia questo. Accettare che il riscaldamento globale è in atto o che stiamo prosciugando il pianeta delle sue risorse minerali e fossili non è difficile perché scientificamente controverso, ma perché ci pone nudi di fronte ad una realtà difficile da digerire, alla cui creazione abbiamo partecipato e partecipiamo ancora tutti.

      Ci fa anche comprendere come i nostri paradigmi siano stati costruiti su basi non solide. E ci spaventa il cambiamento radicale che questo comporta. Anche a me è successo questo e me lo sono dovuto digerire (probabilmente lo sto ancora facendo).

      E’ dura cambiare punto di vista, meglio farlo insieme. Potrebbe essere persino divertente (e lo è), probabilmente molto di più che passare il proprio tempo nel tentativo di smentire cose molto solide come la scienza del clima. Infatti, il problema attuale non è più se la temperatura si sta alzando oppure no, ma quello di capire se siamo già arrivati al tipping point, Cioè se siamo già ad un riscaldamento auto-sostenuto. Quindi, mi sembra evidente che abbiamo decisamente bisogno anche del tuo aiuto! 🙂

  2. VoceIdealista
    VoceIdealista says:

    Io no faccio cattiva informazione, infatti aborro le colorite espressioni giornalistiche, le quali non sono affatto rigorose e sono fuorvianti. Anzi, sono proprio i giornalisti i primi a fare cattiva informazione.
    Quanto alla scienza del clima, essa è la prima a non essere affatto solida, visto che i modelli climatici non riescono a replicare eventi del passato, ergo sono incompleti ed è ovvio che sia così: nonostante quello che fanno credere certi giornalisti e certi climatologi (che non vogliono perdere la faccia) le varibili che influenzano il clima sono per la maggior parte sconociute o poco conosciute.
    Quanto al riscadalmento globale, nessuno dice che non sta avvenendo, ma sembra stia avvenendo in un modo molto lontano da quello ipotizzato da certi climatologi.
    Non so chi siano i vostri consulenti ma vi dico questo: 126.000 anni fa, come dimostrano le curve isotopiche, la temperatura media globale era più alta di 5°C rispetto a quella attuale. Il pianeta era un vero paradiso, coi deserti molto meno estesi e foreste notevolmente più grandi. Basta guardare le paleofaune per rendersene conto: era frequente avvistare ippopotami ed elefanti qui in Italia. Nella storia geologica del nostro pianeta ci sono stati molti altri momenti in cui la concentrazione di CO2 e la temperatura globale erano più alti degli attuali. Chi riscaldava il clima allora? Nessuno, quindi è ragionevole dubitare del AGW per il semplice fatto che non esistono prove convincenti, infatti la comunità scientifica è divisa e la cliamaologia è solo ai suoi albori.
    Quanto all’inquinamento, è ovvio che debba calare, ma non condivido affatto alcuni metodi come quello dell’agricoltura biologica: vista la sua resa inferiore anche della metà sarebbe necessario aumentare la superficie coltivata per sfamare tutti. L’unico modo per avere produzioni agricole con la massima resa e il minimo impatto ambientale è usare la tecnologia idroponica.
    Il Km0 ha il difetto di fondo che incidrebbe in negativo sulla salute pubblica: un’alimentazione meno varia si traduce in svariate patologie come malnutrizione e ipovitaminosi. Fino a 100 anni fa si produceva biologico e si consumava a Km0 e il Veneto, per fare un esempio, era consumato dalla pellagra.
    Insomma: sono scettico su questo vostro metodo perché pone le sue basi su cose che non sono affatto certe e propone soluzioni i cui difetti sono maggiori dei benefici.
    Adattamento? L’unico modo per evitare i danni provocati dalle grandi precipitazioni è rimboschire, riprogettare la rete di drenaggio e, in casi estremi, spostare le famiglie che vivono in punti pericolosi. Non c’è adattamento che tenga, l’unica arma è la prevenzione unita a una buona urbanistica e a una gestione intelligente del territorio.
    Avete provato a dare uno sguardo anche ai dati di quelli che sono scettici sulla componente antropica dell’AGW? Anche molti di loro hanno dati solidi e verificabili.
    Io sono uno scienziato e sono interessato solo alle prove incontrovertibili e prive di eccezioni.

    • Cristiano
      Cristiano says:

      Io no faccio cattiva informazione, infatti aborro le colorite espressioni giornalistiche, le quali non sono affatto rigorose e sono fuorvianti. Anzi, sono proprio i giornalisti i primi a fare cattiva informazione.

      Si, concordo, spesso i giornalisti fanno danni.

      Quanto alla scienza del clima, essa è la prima a non essere affatto solida, visto che i modelli climatici non riescono a replicare eventi del passato, ergo sono incompleti ed è ovvio che sia così: nonostante quello che fanno credere certi giornalisti e certi climatologi (che non vogliono perdere la faccia) le varibili che influenzano il clima sono per la maggior parte sconociute o poco conosciute.

      Ci sono materie in cui la certezza assoluta non può esistere, questo non vuol dire che quello che già sappiamo per certo non vada preso in considerazione e non si debba agire di conseguenza. Se tu fossi seduto su un auto che si dirige a 200 km/h verso un muro molto solido ti consiglierei di scendere, anche se non abbiamo proprio la certezza che tu muoia nello scontro.

      Quanto al riscadalmento globale, nessuno dice che non sta avvenendo, ma sembra stia avvenendo in un modo molto lontano da quello ipotizzato da certi climatologi.

      Sì, c’è anche chi dice che non sta avvenendo e sì, non sta avvenendo proprio come previsto, è molto più veloce, qualsiasi siano le cause, l’adattamento è necessario.

      Non so chi siano i vostri consulenti ma vi dico questo: 126.000 anni fa, come dimostrano le curve isotopiche, la temperatura media globale era più alta di 5°C rispetto a quella attuale. Il pianeta era un vero paradiso, coi deserti molto meno estesi e foreste notevolmente più grandi.

      Senti, siamo su una curva di crescita della temperatura che ci porta a + 6°C a fine secolo (questo secolo) e a + 12°C entro 300 anni, vai a vedere nel passato con che rapidità sono avvenuti questi cambiamenti e come si stava quando c’erano +12°C. Poi dimmi se ti piace.

      Il pianeta era un vero paradiso, coi deserti molto meno estesi e foreste notevolmente più grandi. Basta guardare le paleofaune per rendersene conto: era frequente avvistare ippopotami ed elefanti qui in Italia.

      Per rimanere a questo livello di discussione, nel caso servono recinti per ippopotami ed elefanti, quindi serve l’adattamento.

      Nella storia geologica del nostro pianeta ci sono stati molti altri momenti in cui la concentrazione di CO2 e la temperatura globale erano più alti degli attuali. Chi riscaldava il clima allora? Nessuno, quindi è ragionevole dubitare del AGW per il semplice fatto che non esistono prove convincenti, infatti la comunità scientifica è divisa e la cliamaologia è solo ai suoi albori.

      È ragionevole dubitare quando tutti i climatologi e tutti gli studi concordano? Se lo dici tu… Se dai modelli di simulazione climatica togli l’apporto umano non c’è modo di far succedere quello che sta succedendo con l’intensità e nella dimensione in cui sta succedendo. Ci sono ormai kilometri cubi di documentazione sull’origine “umana” del riscaldamento globale, quindi non è ragionevole dubitarne. Poi se vuoi prenderti il disturbo di vedere cosa c’era sulla terra quando la concentrazione di CO2 era più alto dell’attuale… prego (dovrai andare indietro un bel po’).

      Quanto all’inquinamento, è ovvio che debba calare, ma non condivido affatto alcuni metodi come quello dell’agricoltura biologica: vista la sua resa inferiore anche della metà sarebbe necessario aumentare la superficie coltivata per sfamare tutti. L’unico modo per avere produzioni agricole con la massima resa e il minimo impatto ambientale è usare la tecnologia idroponica.

      Il metodo biologico non è sosteniblie, ma un buon passaggio verso altro. Cos’altro si vedrà… non mi risulta che esista nessuno che ha una risposta (a parte te ovviamente).

      Il Km0 ha il difetto di fondo che incidrebbe in negativo sulla salute pubblica: un’alimentazione meno varia si traduce in svariate patologie come malnutrizione e ipovitaminosi. Fino a 100 anni fa si produceva biologico e si consumava a Km0 e il Veneto, per fare un esempio, era consumato dalla pellagra.

      “km0” è uno slogan, con la varietà dell’alimentazione c’entra poco (la varietà dipende da quel che coltivi), parlare di quello che succedeva 100 anni fa anche… qui crolliamo proprio sul fronte della logica.

      Insomma: sono scettico su questo vostro metodo perché pone le sue basi su cose che non sono affatto certe e propone soluzioni i cui difetti sono maggiori dei benefici.

      Non credo tu ti sia preso il disturbo di capire cosa facciamo visto la superficialità di questo giudizio.

      Adattamento? L’unico modo per evitare i danni provocati dalle grandi precipitazioni è rimboschire, riprogettare la rete di drenaggio e, in casi estremi, spostare le famiglie che vivono in punti pericolosi. Non c’è adattamento che tenga, l’unica arma è la prevenzione unita a una buona urbanistica e a una gestione intelligente del territorio.

      Piantare foreste, riprogettare la rete di drenaggio, buona urbanistica sono l’adattamento. Vuoi chiamarlo prevenzione, sei più contento? Cambiamo il titolo del seminario così sei tranquillo?

      Avete provato a dare uno sguardo anche ai dati di quelli che sono scettici sulla componente antropica dell’AGW? Anche molti di loro hanno dati solidi e verificabili.

      Quando ti dico che fai pessima informazione. Di che dati solidi parli? Dove sono? Io non vado a vedere i dati, perché non ho le capacità di interpretarli, ci vanno quelli che le hanno e a forza di studi e controstudi e di tribunali ecc. si è visto che le poche cose esistenti di altro segno o erano pagate da chi aveva interesse a generare dubbi o erano errori scientifici in perfetta buona fede (e questo va bene, succede). Se vuoi i dettagli di questa insensata battaglia ci sono già tanti libri che li raccontano nei particolari (che so… leggiti The Hockey Stick and the Climate Wars di M. Mann).

      Io sono uno scienziato e sono interessato solo alle prove incontrovertibili e prive di eccezioni.

      Bene scienziato, resta seduto in auto fino a che non avrai la prova incontrovertibile che nello schianto ti farai male. Lascia che gli altri possano però decidere di scendere. Ma di cosa stiamo parlando qui in realtà? Del tuo ego. Non del clima, dell’agricoltura, della scienza, si parla di te e del tuo bisogno disperato di esserci e di emergere e di far sentire la tua voce, si essere migliore di ogni altro. È umano, è comprensibile, magari hai anche delle idee interessanti da condividere, ma perché farlo in questo modo? Bah?

      Quindi, rinnovo l’appello, se ti interessa dare una mano, qui trovi anche uno spazio in cui curare le tue ferite interiori, magari rimettendoti un po’ in equilibrio con il resto del genere umano (potranno essere sempre, tutti completamente cretini?). Guarda che lavorare insieme fa bene e rende più felici. Se invece devi fare cattiva informazione, cortesemente evita. Grazie.

  3. VoceIdealista
    VoceIdealista says:

    Io non ho ferite interiori da riequilibrare, ragiono solo in modo razionale e siete voi a fare cattiva informazione, visto che il picco del petrolio non si è presentato affatto e il suo prezzo elevato è provocato da speculazioni finanziarie e tasse in eccesso. Quanto all’andamento della temperatura: cerca in giro e scoprirai che ci sono grafici che smentiscono quelli cui tu ti riferisci. Se la temperatura salisse davvero in rapporto di proporzionalità diretta con la concentrazione di diossido di carbonio, allora la temperatura non sarebbe dovuta calare fra il 1940 e il 1970, tanto che all’epoca di parlava di “raffreddamento globale”. Ma poi scusa, se la temperatura salisse davvero di 12°C in 300 anni, credi davvero che smettendo le emissioni si possa evitare? Che smettendo le emissioni tutto torni miracolosamente alla normalità? Ci vorrebbero secoli per ristabilire il precedente livello di diossido.
    Mi puoi spigare come si fa a modellizzare una cosa della quale non si conosce esattamente il funzionamento? Più si approssima e si ipotizza e più si sbaglia; lasciami dire che io i grafici li guardo perché io li so interpretare.
    Adattamento e prevenzione hanno due significati differenti.
    L’alternativa al biologico è l’idroponica: massima resa con impatto ambientale minimo.
    A me risulta che anche dalla parte del “riscaldamento globale” ci siano stati falsi ed errori.
    ultima cosa: è vero che la varietà dell’alimentazione dipende dalla varietà di ciò che si coltiva, ma la varietà di ciò che si coltiva dipende dalle caratteristiche fisiche e chimiche dei suoli, infatti non puoi coltivare tutto ovunque.
    La cosa divertente è che tu, che ammetti di non saper leggere grafici e pubblicazioni scientifiche e che quindi ti basi su ciò che dicono altri, contraddici me che so come si leggono i grafici e come si coltivano le piante. Singolare.
    Aiutarvi a fare cosa? A ripristinare il neolitico? No, grazie.

    • Cristiano
      Cristiano says:

      Perdonami, per un attimo ho pensato ci fosse spazio per ragionare in modo sensato, ma non c’è. Fai come se non avessi detto niente.

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